Cartolina Postale del 1935 ca. che mostra un povero palombaro in balia di squali e sirene.
I primi progetti di un'attrezzatura da palombaro risalgono a Leonardo da Vinci, che però non rese noti i suoi studi, giustificandosi così:
"per le male nature delli omini, li quali userebbono li assassinementi ne' fondi mari col rompere i navili in fondo e sommergerli insieme colli omini che vi son dentro".
Nel 1535 Francesco De Marchi con Mastro Gulielmo di Lorena si immergevano nel lago di Nemi con l’ausilio di una rudimentale campana in legno, mentre nel 1570 Mastro Giuseppe Bono da Palermo asseriva di utilizzare anche lui campane di legno da lui progettate per immergersi, di cui ci ha lasciato i disegni.
Nel 1668 erano già presenti i primi palombari che venivano alimentati con aria, dalla superficie, tramite l’utilizzo di mantici naturali. L’indice di mortalità era spaventoso, anche perché i primi condotti erano formati da stoffa cerata ed era sufficiente lo scollamento di un pezzo di cerata per causare l’annegamento del palombaro.
Dal 1780 al 1800 circa si costruirono i primi compressori meccanici, basilare scoperta per poter rivoluzionare il sistema di flusso dell’aria per i palombari.

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