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Federico Fellini, parlando di Toulouse-Lautrec
“Ho sempre avuto la sensazione che Toulouse-Lautrec mi fosse fratello e amico. Forse perché già prima dell’invenzione dei fratelli Lumière ha anticipato le inquadrature e i princìpi della rappresentazione cinematografica. Ma naturalmente anche perché si sentiva attratto dalle persone diseredate e disprezzate, da coloro che le persone perbene definiscono depravati… Questo artistocratico disdegnava il mondo sano e bello e credeva che i fiori più belli e puri crescessero su un terreno putrido e tra i rifiuti. Voleva bene al genere umano e amava le donne, le persone sincere, impenitenti e dall’animo ferito. Disprezzava le bambole imbellettate perché odiava l’ipocrisia e l’affettazione più di tutti gli altri vizi. Era semplice, sincero e grandioso nonostante la sua deformità…”
immagine: Henri de Toulouse-Lautrec - Self-portrait in front of a mirror (1883), 40.3 x 32.4 cm, Musee Toulouse Lautrec, Albi Tarn
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