mercoledì 11 dicembre 2013
da "1Q84 - Libro 2° Cap. III" di Haruki Murakami
Nakano Ayumi, 26 anni. Nubile. Residente a Shinjuku, Tōkyō.
Era stata trovata uccisa, strangolata dalla cintura di un accappatoio, in una stanza d’albergo a Shibuya. Era completamente nuda. Aveva le manette ai polsi che la tenevano legata alla testiera del letto. Per impedirle di urlare, le avevano ficcato un indumento in bocca. A trovare il cadavere era stato un impiegato, che nella tarda mattinata era andato a controllare la stanza. La sera precedente lei e un uomo avevano preso possesso della camera un po’ prima delle undici, e l’uomo era andato via da solo verso l’alba. La stanza era stata pagata in anticipo. Un episodio del genere, in una grande metropoli, non era così raro. In una metropoli confluiscono persone di ogni tipo, e salgono vampate di febbre, che a volte assumono forme violente. I giornali erano pieni di storie simili. Qui però c’era un elemento davvero insolito. La vittima era un’agente di polizia in servizio presso la Questura di Tōkyō, e le manette, che si supponeva fossero state utilizzate in un gioco erotico, erano quelle ufficiali in dotazione alla polizia. Non si trattava di manette giocattolo da quattro soldi che si vendono nei sexy shop. Ovviamente, era una notizia che non poteva non suscitare un certo clamore.
immagine: fotografia di Scott Shephard
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento