Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 3 maggio 2013

Briganti

Teste mozzate di contadini esposte in gabbie di vetro nei pressi di Isernia. Tali pratiche furono utilizzate come monito e rappresaglia nei confronti delle comunità insorte.

All'indomani della spedizione dei mille e della conseguente annessione del Regno delle Due Sicilie al nuovo Regno d'Italia, diverse fasce della popolazione meridionale cominciarono ad esprimere il proprio malcontento verso il processo di unificazione, e si cominciarono a formare gruppi di ex soldati del disciolto esercito napoletano, rimasti fedeli alla dinastia borbonica, e di contadini e pastori che lottavano contro i proprietari terrieri ed i latifondisti. Tra questi si inserirono anche malviventi e latitanti, adusi a vivere alla macchia. I contadini, in particolare, lamentavano la continuità dello sfruttamento da parte dei padroni terrieri i quali, in continuità rispetto al dominio borbonico, continuavano a detenere gran parte della terra del meridione, rendendo i contadini di fatto servi della gleba. Altri motivi che spingevano alla rivolta i contadini erano costituiti dalla privatizzazione delle terre demaniali e dalla leva obbligatoria (sconosciuta all'ancien regime e ai Borbone) introdotti (come nel resto d'Italia) dal governo unitario, oltre ad una tassazione più elevata di quella precedentemente in vigore.

Particolare importanza ebbe la diffusa delusione per il fallimento del nuovo governo nel migliorare le durissime condizioni di sfruttamento e sopraffazione, ereditate dai Borbone. Da ultimo, ma non per importanza, l'annessione al Regno d'Italia era sentita dalla popolazione come una minaccia alla propria fede e alle proprie tradizioni.

Già nell'ultima fase della spedizione dei mille i borbonici, asserragliati a nord del Volturno intorno Gaeta, avevano deciso di fare ricorso a formazioni armate irregolari a supporto delle truppe regolari ancora attive tra il Sannio e l'Abruzzo, al fine di coprire il fianco rispetto all'avanzata verso sud dell'esercito sardo, guidato dal generale Enrico Cialdini.

Questa guerra civile interessò tutte le regioni del regno borbonico annesso al regno sabaudo italiano. Una delle zone più strategiche delle forze dei briganti divenne il Vulture e il suo capo più rappresentativo fu Carmine Donatelli Crocco di Rionero in Vulture.



da: ilrifugiodeibriganti.it

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