La parola “Kapala” è di origine sanscrita, e significa teschio.
In effetti questa coppa rituale, è ricavata da una calotta cranica umana e utilizzata in tutto il Tibet nei riti del Buddhismo Vajarana.
La coppa può essere riempita di carne o sangue, e a seconda di ciò che contiene viene chiamata “Arsskappala” o “Mamsa Kapala”.
Spesso sono decorati con metalli preziosi e gemme, ma per lo più vengono incisi con figure di divinità (soprattutto Kali la dea dell'eterna energia, Shiva il distruttore e principio primo di tutte le cose, e Ganesh colui che rimuove gli ostacoli), che vi vengono raffigurate nell'atto di bere il sangue direttamente dalla coppa.
Ciò per indicare che le divinità si dividono il compito di eliminare i demoni ed il male contenuti nella coppa.
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