Honolulu 1994
Dopo 20 anni di torture in un circo, dove, sappiamo, gli elefanti subiscono gli abusi più atroci, Tyke impazzito ha ucciso l'uomo che ha lo addestrava agli umilianti esercizi che rappresentavano il suo spettacolo ed è riuscito a fuggire nel centro di Honolulu, alla disperata ricerca della libertà perduta e di una vita senza dolore e paura.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, è stato circondato dalla polizia e dai cittadini locali che hanno sparato 86 pallottole nel suo stanco corpo.
Ci sono volute 2 ore per lui per morire, 2 ore, senza ricevere nessun aiuto da parte di nessuno e il divieto alla veterinaria di praticargli un'anestesia.
Si dice spesso che gli animali non hanno voce, ma gli occhi in questa sua ultima immagine di vita sono un grido che Tyke rivolge a tutti noi. Nei suoi occhi pieni di paura, tristezza, incredulità c'è la domanda del perchè dopo 20 anni di torture abbia meritato una morte così dura.
Nei suoi occhi c'è la forza di uno spirito che alla fine si è ribellato ai suoi aguzzini, la forza inarrestabile di un essere vivente che lotta per la sua libertà.
Non c'è nessuna creatura al mondo senza il diritto alla vita e alla libertà. Nessuna legge giustifica la tortura nei confronti di esseri innocenti, e ci chiediamo cosa spinge un uomo a infliggere dolore a una creatura così meravigliosa.
Tyke guarda anche a te prima di morire, ti guarda un ultima volta con i suoi grandi occhi pieni di orrore.
.

2 commenti:
Non c'è follia nel gesto di un animale la cui vita diventa spettacolo, esercizio e dolore.
Il prezzo da pagare per pseudo-bellezze non è mai a carico dell'uomo ma a carico della terra violentata e dagli esseri che con essa hanno ancora un legame diretto e puro.
pienamente d'accordo.
Posta un commento