Lo studio era intriso d'uno splendido odore di rose, e quando la lieve brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, dalla porta aperta penetrava il pesante profumo delle serenelle, o quello più delicato dei rosaspini. Sdraiato nell'angolo di un divano coperto di stoffe persiane, e fumando, secondo la sua abitudine, un numero indefinito di sigarette, Lord Henry Wotton poteva vedere i fiori di un'acacia, colorati e dolci come il miele, quei rami fragili che pareva potessero appena sopportare una bellezza tanto splendida; e di quando in quando l'ombra fantastica di un uccello volante si proiettava e scorreva sulle pesanti tende di seta, con una specie di fuggitivo effetto giapponese, facendogli ricordare quei pittori di Tokio, dal viso di giada pallida, che pur servendosi d'un'arte necessariamente statica, cercano di rendere il senso della velocità e del moto.
[Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Raffaele Calzini]
Lo studio era pieno dell'intenso odore delle rose e, quando il dolce vento d'estate serpeggiava fra gli alberi del giardino, per la porta aperta entrava la pesante fragranza dei lillà o il profumo più sottile dei rovi in fiore. Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante; e, a tratti, fantastiche ombre di uccelli svolazzavano attraverso le lunghe tende di seta tussorina tirate davanti all'immensa finestra, producendo una specie di momentaneo effetto giapponese e facendogli pensare a quei pallidi pittori di Tokyo dal viso di giada, i quali, mediante un'arte che è per necessità immobile, cercano di suggerire il senso della rapidità e del movimento.
[Fratelli Fabbri Editori, traduzione di Giuseppe Sardelli]
Lo studio era saturo di un intenso odore di rose, e mentre la brezza estiva attraversava gli alberi del giardino, dalla porta socchiusa penetrava il forte profumo del glicine e la fragranza delicata del biancospino. Da un angolo del divano, Lord Henry Wotton giaceva disteso tra i cuscini persiani e ,fumando come sempre una sigaretta dopo l'altra, poteva scorgere a mala pena lo splendore dei fiori di citiso, simili al miele per dolcezza e colore. I gracili ramoscelli sembravano quasi non farcela a reggere il peso di tanta fiammeggiante bellezza. Le furtive ombre degli uccelli in volo comparendo di quando in quando tra le lunghe cortine di seta cruda, stese davanti all'ampia finestra, producevano un istantaneo effetto simil giapponese e richiamavano alla mente quei pallidi pittori di Tokio, dalla faccia di giada, che, impiegano come strumento un'arte necessariamente statica, tentando di darci il senso della velocità e del moto.
[Sansoni Editore, traduzione di Emanuele Grazzi]
Lo studio era invaso da un intenso profumo di rose, e quando la leggera brezza estiva agitava gli alberi del giardino dalla porta aperta giungeva l'effluvio greve dei lillà o la fragranza più delicata dei cespugli rosa dell'eglantina. Sdraiato nell'angolo del divano coperto di gualdrappe persiane, e fumando come suo solito una sigaretta dopo l'altra, Lord Henry Wotton riusciva appena a cogliere il bagliore dei fiori del citisio, dorati e dolci come il miele, i cui tremuli rami sembravano sostenere a stento il peso di quella loro fiammante bellezza; a tratti fantastiche ombre di uccelli in volo guizzavano contro i lunghi drappi di seta ruvida tesi davanti all'ampia finestra con un momentaneo effetto giapponese, ricordandogli quei pittori di Tokyo dai pallidi volti di giada che attraverso un'arte necessariamente immobile tentano di suggerire il senso di velocità e movimento.
[Feltrinelli Editore, traduzione di Benedetta Bini]
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