Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

martedì 3 gennaio 2012

Strange Fruit




Strange Fruit fu portata al successo da Billie Holiday, che la eseguì per la prima volta nel nightclub Café Society di New York nel 1939.

Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l'espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per "linciaggio".

Infatti, lo "strano frutto" di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l'immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.

All'inizio, Billie Holiday non era convinta di inserire Strange Fruit nel suo programma, tanto era lontana la canzone dal resto del suo repertorio. La prima esecuzione al Café Society venne accolta dapprima da un grande silenzio, e solo dopo alcun tempo iniziò l'applauso, prima esitante poi sempre più forte. Le varie versioni che si sono succedute da allora hanno interpretato il testo o come una canzone di protesta di sinistra o con una pietà e un pathos spesso eccessivo. Tuttavia cantata da Billie Holiday la canzone acquista un'immediatezza e un'urgenza inaudite. Come afferma una biografia della cantante, "Ascoltando molte delle varie cover della canzone, si ha l'impressione di ascoltare una bellissima versione di una bellissima canzone; ascoltando Billie, si ha l'impressione di stare esattamente ai piedi dell'albero". Quest'interpretazione si rivolse a un pubblico molto più vasto di prima ed ebbe il merito di attrarre l'attenzione delle masse, oltre quella degli ambienti direttamente interessati al problema: in questo modo, l'orrore del razzismo e delle violenze dei bianchi sui neri, che la grande maggioranza delle persone accettava passivamente, venne percepito come un problema sociale urgente. Strange Fruit era l'ultima canzone nello spettacolo di Billie Holiday al Café Society. I camerieri smettevano di servire ai tavoli, tutte le luci, eccetto un faretto puntato sulla cantante, venivano spente, e lei stessa teneva gli occhi chiusi durante l'introduzione, come se fosse stata in preghiera. Subito dopo l'esibizione lasciava il palcoscenico, e generalmente a questo seguiva silenzio, senza nessun'altra musica, chiaro segnale che lo spettacolo era terminato. La Holiday usò la canzone come chiusa del proprio spettacolo sia per condividerla con le platee con le quali aveva trovato una buona intesa, sia anche per sfidare quelle che invece non la rispettavano. Scrisse nella sua autobiografia: "Questa canzone aiuta a distinguere le persone a posto dagli idioti e dai cretini". Negli Stati del Sud, nei quali si esibiva comunque poco, la Holiday eseguì la canzone ancora più di rado, poiché sapeva che avrebbe rischiato di suscitare rabbia. A Mobile, nell'Alabama, venne cacciata dalla città solo per aver provato a cantare Strange Fruit.



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