un disegno preso da un'animazione
L'originalità della ricerca di Kentridge consiste nell'unire disegno tradizionale ed animazione, dando vita a quello che può essere considerato un nuovo medium. L’artista spazia dal disegno, all’animazione, alla scrittura, all’installazione, alla regia ed ha contribuito con il suo lavoro ad approfondire la riflessione sulla società ed i suoi problemi, soprattutto in relazione al Sud Africa e all’apartheid fin dagli anni Ottanta del secolo scorso.
Con i cortometraggi “Felix in Exile” del 1994 e “The Main Complaint” del 1995 Kentridge ha gradualmente messo a punto un’arte che egli stesso ha definito “disegno in movimento”, attraverso la ripresa con una telecamera di una serie di disegni a carboncino. Questi disegni sono in continua trasformazione e vengono parzialmente cancellati, lasciando una traccia al di sotto dei disegni successivi.
Egli procede poi al montaggio in una sequenza che finisce per costruirsi in progress. Un processo che richiama quello della memoria e del paesaggio, due elementi fondamentali legati alla sua biografia di sudafricano bianco.
Con i cortometraggi “Felix in Exile” del 1994 e “The Main Complaint” del 1995 Kentridge ha gradualmente messo a punto un’arte che egli stesso ha definito “disegno in movimento”, attraverso la ripresa con una telecamera di una serie di disegni a carboncino. Questi disegni sono in continua trasformazione e vengono parzialmente cancellati, lasciando una traccia al di sotto dei disegni successivi.
Egli procede poi al montaggio in una sequenza che finisce per costruirsi in progress. Un processo che richiama quello della memoria e del paesaggio, due elementi fondamentali legati alla sua biografia di sudafricano bianco.
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