Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

venerdì 4 marzo 2011

4 marzo 1947: ultima esecuzione capitale


Sono le 7.41 del 4 marzo 1947, ci troviamo al poligono militare delle Basse di Stura zona periferica di Torino. La nebbia è parzialmente infranta dai pochi flash dei fotografi autorizzati a documentare la fine degli autori di una strage difficile da dimenticare. Tre uomini vengono fucilati per aver commesso un crimine orrendo hanno massacrato dieci persone a colpi di bastone e poi le hanno gettate, ancora vive, in una cisterna.
Quella mattina, per l'ultima volta nel nostro Paese, la giustizia ricorse alla pena di morte.

Francesco La Barbera, Giovanni Puleo e Giovanni D'Ignoti sono legati a tre sedie con una benda sugli occhi; hanno appena ricevuto il conforto delle parole del cappellano delle carceri "Nuove" di Torino; i trentasei moschetti fanno fuoco e uccidono: la metà è caricata a salve, in questo modo i componenti del plotone d'esecuzione non sapranno mai chi di loro è stato a uccidere.
Così, il giorno dopo, scriveva su «La Stampa» un anonimo cronista: «Le guardie carcerarie legano loro mani e piedi alle sedie e, mentre il D'Ignoti in un gorgoglio indistinto biascica le preghiere, gli altri due fumano l'ultima sigaretta. I trentasei uomini del plotone d'esecuzione avanzano coi moschetti bilanciati. Nessun ordine viene dato alla voce, ma al cenno dell'ufficiale si dispongono in doppia fila a sei metri dal condannato».

la strage di Villarbasse

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