La famosa eruzione del Vesuvio che nel 79 d.C. distrusse Ercolano e Pompei creò cupe e insolite "opere d'arte" come questa.
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
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2 commenti:
Non basta mettere due virgolette definendo questo genere di ritrovamenti ''opere d'arte'', sono foto di persone e animali nel loro ultimo istante, quindi ricordiamoci l'umanità. Io sono un archeologa, scavo da dieci anni e non mi sono mai permessa di etichettarli come se fossero oggetti. Non sono artistici, ci permettono di ricordare questa immane tragedia anche dopo duemila anni..un po di rispetto! Per Giove!
più che giusto. opera d'arte è virgolettato proprio perchè in questa sua forma finale l'animale mi sembra sublimare a forma artistica come fosse una scultura. rimane comunque sempre alla sensibilità delle persone andare oltre e vedere la tragedia e il dolore qui come nei quadri, nei disegni e negli occhi degli animali (vivi) e delle persone (vive).
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