Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

lunedì 10 gennaio 2011

Federico Tavan - Fatica


Che fatica far capire alla gente
che non ci sono scuole
che ti insegnano a fare il matto
a farlo sul serio.

Dover andare dallo psichiatra
per farsi spiegare
perché la notte non dormi
e il cuore ti batte in mano.

Farsi spiegare
perché si ha un bisogno disperato
di vivere e anche di morire.

Farsi spiegare
perché un pacifista come me
che ama la compagnia
a volte vorrebbe ammazzare tutti,
per stare solo.

Uno come me
che pensa che le donne sono
l’unica cosa bella che esiste al mondo
qualche volta sogna
un mondo di soli uomini.

Che fatica convincere la gente
che il mio modo di vivere
non impedisce a nessuno
di lavorare, fare l’amore, votare
di essere coglioni.

Che fatica convincere la gente.


Federico Tavan ha conosciuto il manicomio quando aveva solo dodici anni e aveva perso la madre.
«Federico è come il Marcovaldo di Calvino che fa e dice cose che non ci sono estranee, anche se non le faremmo né le diremmo mai per non passar per scemi. Ma Federico non è un personaggio, è reale e scomodo. Federico vive di eccessi, ma non è lo scemo del villaggio né locale né globale. (…)I Personaggi mangiano e dormono senza consumare le nostre risorse. I Poeti invece hanno il vizio di vivere in miseria; è questione di stile e di povertà. Fuori dal Friuli e dal Veneto, Tavan non è molto conosciuto, forse lo sarà di più dopo la sua morte. Ma è al resto della sua vita che vi chiediamo di pensare.»
Marco Paolini, “Corriere della Sera”, 14 settembre 2008
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