Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

martedì 23 novembre 2010

Bibliomanzia: trovate l’anima gemella! di Guido Vitiello


Alcuni ricorderanno la candida e disperata domanda che Sigmund Freud rivolse un giorno a Marie Bonaparte: Was will eine Frau eigentlich?, ovvero: cosa diavolo vogliono le donne? Dopo trent’anni passati a curare isteriche, il pover’uomo era da capo a dodici. E io, assai più modestamente, con lui. Non aspettatevi dunque risposte al Grande Enigma. Ho però escogitato un metodo, una novissima scienza applicata che ho battezzato per l’occasione Ars Magna Bibliomantiae, ovvero: come capire se una ragazza fa per voi dal modo in cui sottolinea i libri (per le lettrici, può essere un utile strumento di autoanalisi).
Malgrado il nome un po’ pomposo da pratica divinatoria, si tratta in realtà di una scienza empirica rigidamente comportamentista: suggellata ormai la resa freudiana, e assodato che la mente femminile è una black box imperscrutabile come quella di Ustica, non resta che affidarsi ai segnali emessi all’esterno, e cercare di decifrare quelli.
Supponiamo che abbiate applicato al meglio i miei consigli per rimorchiare ispirati al De vinculis in genere (1591) di Giordano Bruno, e che con l’arte arcana delle ligature siate riusciti a conquistare la vostra preda. Non vi abbandonate anzitempo alle smancerie, non abbiate l’imprudenza di consegnarle a scatola chiusa il vostro cuore. Chiedetele di prestarvi un libro, un libro che sia stato importante nella sua vita e nella sua formazione umana. Riponetelo allora in una guaina di plastica trasparente con la stampigliatura Reperto n°1, nella migliore tradizione della polizia scientifica.

La bibliomanzia si applica prescindendo dal contenuto del libro: rispetto a quest’ultimo praticate la più rigorosa epoché, mettetelo tra parentesi. Certo, il precetto va applicato cum grano salis: se il volume in questione è Elementi di chirurgia oro-maxillo-facciale II, oppure Mortal sospiro: i dodici passi per vincere l’alitosi o peggio L’agenda casa di Suor Germana 2000 (con lo speciale giubilare: le crostate dell’indulgenza plenaria) non vale la pena procedere oltre con l’esame.
Prendete dunque tra le mani il vostro reperto e cominciate a sfogliarlo, facendo attenzione alla presenza e al modo delle sottolineature. Le varianti sono pressoché infinite, ma è possibile raggrupparle in alcune macro-famiglie.

Variante 1. Il libro appare intonso: non c’è traccia di sottolineature, e perfino il dorso non presenta segni d’uso. La bibliomanzia offre due possibili interpretazioni.
1a. Non lo ha letto, anzi non lo ha nemmeno aperto. È una bas-bleu che vuole far colpo su di voi pavoneggiandosi con la Hilarotragoedia di Giorgio Manganelli, Dissipatio H.G. di Guido Morselli o altro libro Adelphi dal titolo gradasso e cervellotico, comprato nella libreria sotto casa vostra poco prima di citofonare.
1b. Lo ha letto, ma con tale cura feticistica che si è portati a credere che abbia usato dei guanti sterilizzati. La bibliomanzia non ha tentennamenti in proposito: è frigida.
In entrambi i casi, con garbo, mettetela alla porta.

Variante 2. Il libro è integralmente sottolineato, e quando dico integralmente intendo che all’incirca ogni parola è stata ritenuta meritevole di una speciale evidenza. Consistendo l’intelligenza umana principalmente nella facoltà di operare scelte ed estrarre fili dalla gran matassa del mondo, non ci sono dubbi: è deficiente. Accompagnatela gentilmente all’uscio, e non invitatela più nemmeno per prendere un gelato perché avete la certezza matematica che se lo pianterà in fronte con un sorriso gongolante.

Variante 3. Più che sottolineature, il libro presenta un cifrario arcano di girigogoli, punti esclamativi insistiti, parole in maiuscolo da cui promana un’aura di rivelazione grandiosa e fatale. Ora, mi direte che anche in certi tardi frammenti di Nietzsche si trovano di queste cose; ma appunto, di lì a poco lo avrebbero rinchiuso nel manicomio di Jena, dove il suo passatempo preferito sarebbe diventato quello di imbrattarsi con i suoi escrementi. Direi che, anche senza arrivare a questi casi estremi (l’equivalente letterario è la Clarisse di Musil) la vostra preda potrebbe essere affetta da una pericolosa forma di bovarismo, o vita surrogata: in particolare, se a bordo pagina trovate annotazioni come “SI’! SI’!!! SI’!!!!” e altre esclamazioni di giubilo che suonerebbero più appropriate nell’atto amoroso che non nella lettura, potete concluderne che la giovane in questione vive in un similmondo di gratificazioni allucinatorie. Avete trovato una lettrice multiorgasmica, ma per vostra sfortuna non siete un libro.

Variante 4. Il libro è sottolineato con righello, squadra, goniometro o quant’altro. In merito la bibliomanzia offre una diagnosi semplice e inappellabile: si tratta di un caso di nevrosi ossessiva accompagnata da una tendenza paranoide all’ipercontrollo. La vostra candidata vive rinchiusa nella sua mente, una mente anelastica e impermeabile ai segnali che provengono dal mondo. Adotta il “metodo università” con qualunque libro, che è un po’ come dire “siccome ho imparato a usare l’apriscatole per aprire i pelati, ora lo utilizzerò anche per tagliare il pane, suonare l’arpa e farmi i ricci ai capelli”. Farebbe lo stesso con voi, e tanto per dirne una passerebbe ogni vostra frase smancerosa al vaglio del neopositivismo logico: se provate a chiamarla “dolce passerotto”, vi obietterà che secondo Carnap trattasi di un enunciato logicamente inconsistente. Fuggite a gambe levate.

Variante 5. Il libro presenta sottolineature a penna e/o a pennarello. Allarme rosso: una donna capace di posare la punta di una penna a sfera su un libro è capace di qualunque crimine. Non restituiteglielo a nessun costo, piuttosto affidatelo a un orfanotrofio o alle orsoline, e cercate di mettere in salvo anche gli altri sventurati ospiti del suo scaffale.

Variante 6. Il libro mostra i segni di una lettura viscerale e tempestosa: è tutto gualcito, i segni a matita sono disordinati e coprono parte del testo, gli angoli delle pagine sono ripiegati, a pag. 27 c’è un insetto spiaccicato, a pag. 80 uno scontrino del bar “La bodeguita”, a pag. 162 il pesto alla genovese rende illeggibili due paragrafi, le ultime trenta pagine sono curiosamente bombate perché sono chissà come finite in acqua e poi riasciugate. Se lo sgrullate, ne usciranno granelli di sabbia, fiori secchi, peli di gatto e forse i resti essiccati di un supplì. Che dire? Vi siete imbattuti in una passionale, con un sincero amore per la lettura. Sperate che tratti voi come ha trattato il suo libro, ma fate in modo di tenerla lontana anni luce dalla vostra biblioteca.

Variante 7. Il libro ha segni di sottolineatura miti e giudiziosi: righe verticali appena accennate a fianco dei paragrafi interessanti, labili segni di matita qua e là, annotazioni discrete da cui si evince una mente duttile e ricettiva, un criterio di lettura e un rispetto dell’oggetto-libro che potrebbe indicare un atteggiamento simile nei confronti degli esseri non rilegati presenti in natura, tra cui voi. Congratulazioni! Convolate a nozze, e moltiplicatevi.

P.S. Immagino cosa avrete da obiettare: perché la mia compagna deve per forza essere una lettrice? Ci risiamo, con la storia della playmate californiana che dopo aver posato per Mondo Fitness si ritempra tra le braccia dell’uomo di lettere. All’infuori di certi B-movie americani esplicitamente pensati per consolare i nerd, un simile personaggio semplicemente non esiste.


da unpopperuno

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