Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

lunedì 18 ottobre 2010

l'ottobre di Tommie Smith e John Carlos


E' l'ottobre 1968 quando si corre la finale dei 200 m alle Olimpiadi di Città del Messico.
Sul podio, al primo e terzo posto, salgono due statunitensi: Tommie Smith e John Carlos.
I due però salgono sul podio scalzi e ascoltano il loro inno con la testa china sollevano in alto un pugno con un guanto nero.
Con i loro pugni alzati, lì su quel podio olimpico, Tommie Smith e John Carlos comunicarono al mondo intero la loro solidarietà con il movimento del Black Power, che in quegli anni lottava aspramente per i diritti dei neri negli Stati Uniti.
In maniera non violenta i due stavano attuando quella disobbedienza civile che era stata auspicata da Martin Luther King (morto poco prima delle Olimpiadi)... i loro occhi rivolti verso il basso (e non verso la bandiera americana), insieme ai loro pugni foderati di cuoio nero, suscitarono enorme scalpore e polemiche.
Un gesto silenzioso che scavò dentro molte coscienze.
E' questo il caso in cui l’atleta rifiuta di essere solo il simbolo di qualcosa che non ha scelto, cioè la supremazia U.S.A. e la retorica degli inni e delle bandiere, asfissianti nelle olimpiadi moderne quanto l’invasività di certi sponsor, per diventare portatore di un proprio messaggio, qualcosa in cui crede anche a costo di andare incontro a pesanti conseguenze.
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