L’intelligenza militare è una contraddizione in termini.
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mi sfugge, dal punto di vista militare, il senso della proposta di armare i nostri cacciabombardieri in Afghanistan, considerato che, per motivi che invece comprendo, si è deciso di continuare a parlare della nostra presenza là come di una missione di pace. Voglio dire: scoppia una mina al passaggio di un blindato italiano, il blindato salta, qualcuno muore, altri sparacchiano a caso presumendo che ci siano dei terroristi in giro, qualcun altro avverte la base e fa partire gli aerei.
Non ho idea di quanto tempo passi tra la richiesta di un intervento di cacciabombardieri, ma immagino ci voglia come minimo una decina di minuti prima che gli aerei siano in condizione di decollare. In quei dieci minuti, i morti del blindato sono ancora morti.
Passano altri dieci minuti per tutte le necessarie manovre di routine e di sicurezza, e alla fine gli aerei partono alla volta dell’obiettivo; i morti del blindato, a rigor di logica, sono ancora morti. Viceversa, in venti minuti una pattuglia di talebani, il cui equipaggiamento tipico è limitato a un paio di sandali e a una collana di ceci, è capace di eclissarsi in Califfone alla volta del più vicino bar tabacchi.
Quando poi i bombardieri sono finalmente in grado di attaccare e annientare la Snai di Kandahar, i morti del blindato sono ancora morti e i talebani più assetati sono già alla seconda cedrata Tassoni
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