Josef Mandl - The Ghost (Apparition at a Grave) (1898)

mercoledì 16 giugno 2010

Titino


Era una mattina di primavera inoltrata, andando all'università notai in mezzo a V.le Petroniano qualcosa di insolito che si muoveva. V.le Petroniano è una strada a 4 corsie sempre impegnata da un traffico infernale e la "cosa" era un pulcino. Immagino sia caduto da qualche mezzo che lo portava chissà dove. Istintivamante mi chinai così come si fa con i cani e strofinai le mani facendo un qualche verso più o meno consono per richiamarne l'attenzione prima che si trasformasse in carne tritata. Incredibile, il piccoletto appena accorto della mia presenza prese una corsa da centometrista e venne dritto verso di me dribblando auto e motorini e chiudendo l'impresa dritto dritto nelle mie mani. Inutile dire che scampò alla morte in più occasioni. Cian-'ndu-'ndu (soprannome che deriva dal verso che faceva in continuazione imitando il suono della batteria)che stava con me mi accompagnò da una sua zia che abita lì vicino la quale ci dette una scatole da scarpe tanto per trasportarlo in qualche modo. Provammo a seguire la lezione ma la cosa risultò impossibile per il pigolare del piccoletto che non voleva saperne di stare allo scuro nella scatola debitamente sforacchiata per farlo respirare. Tornammo a casa e Titino, questo il nome, rimase con me per qualche giorno, poi lo portai in campagna "dar cicoria" (soprannome ovvio). Il piccoletto crebbe e diventò un gallo maestoso e potente visse diversi anni e poi morì di vecchiaia. Narra la leggenda che quando mi avvicinavo in macchina al casolare del mio amico per portargli granturco e quant'altro, lui da lontano mi riconoscesse e iniziasse a cantare, di certo c'è che ogni volta che entravo nel recinto per sedermi un pò con lui, veniva ad accogliermi cantando e al contrario degli altri non mi beccava. Nella sua lunga vita c'è anche un episodio simpatico successo dal veterinario che racconterò alla prossima occasione nella speranza di recuperare anche una sua foto.
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