Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

lunedì 14 giugno 2010

L'Indice dei libri proibiti


Il 14 giugno 1966 veniva soppresso L'Indice dei libri proibiti.
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L'Indice dei libri proibiti (in latino Index librorum prohibitorum) fu un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica.
Ebbe diverse versioni e fu soppresso solo nel 1966 con la fine dell'inquisizione romana sostituita dalla congregazione per la dottrina della fede, secondo quanto sancito dal Concilio Vaticano II.
Sin dalle sue origini le lotte della Chiesa contro le eresie comportarono la proibizione di leggere o conservare opere considerate eretiche.
Il primo indice fu redatto nel 1558. Tra i compiti del Sant'Uffizio, istituito da papa Paolo III nel 1542, era compresa la vigilanza sui libri. Sotto papa Paolo IV, venne pubblicato un indice dei libri e degli autori proibiti, detto "Indice Paolino", redatto dall'Inquisizione e promulgato con un suo decreto, affisso a Roma il 30 dicembre 1558. L'elenco comprendeva l'intera opera degli scrittori non cattolici, compresi i testi non di carattere religioso, altri 126 titoli di 117 autori, di cui non veniva tuttavia condannata l'intera opera, e 332 opere anonime.
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Questi i nomi di alcuni più o meno "ertici" presenti nell'indice:
Francesco Bacone,
Honoré de Balzac,
Henri Bergson,
George Berkeley,
Cartesio,
Colette,
D'Alembert,
Daniel Defoe,
Denis Diderot,
Alexandre Dumas padre e figlio,
Gustave Flaubert,
Thomas Hobbes,
Victor Hugo,
David Hume,
Immanuel Kant,
Jean de La Fontaine,
John Locke,
Karl Marx,
Montaigne,
Montesquieu,
Blaise Pascal,
Pierre-Joseph Proudhon,
Jean-Jacques Rousseau,
George Sand,
Spinoza,
Stendhal,
Voltaire,
Émile Zola.
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Tra gli italiani finiti all'indice:
Vittorio Alfieri,
Pietro Aretino,
Cesare Beccaria,
Giordano Bruno,
Benedetto Croce,
Gabriele D'Annunzio,
Antonio Fogazzaro,
Ugo Foscolo,
Galileo Galilei,
Giovanni Gentile,
Francesco Guicciardini,
Giacomo Leopardi,
Ada Negri,
Adeodato Ressi,
Girolamo Savonarola,
Luigi Settembrini,
Niccolò Tommaseo,
Pietro Verri,
Antonio Rosmini.
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Tra gli ultimi ad entrare nella lista sono stati:
Simone de Beauvoir,
André Gide,
Jean-Paul Sartre,
Alberto Moravia,
Alfred Rosenberg.
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