Chiuso per lutto
: : Gesualdo Bufalino : :
Basta così, giù il sipario, non me la sento stasera.
Si chiude. Vi rimborso il biglietto.
Lasciamo Guerrino per un bel po’
a sbrogliarsela con le tenebre
sul ciglione dell’abisso.
Gli farà bene vegliare anche lui
in questa Notte d’Ulivi della Sicilia…
Sicilia santa, Sicilia carogna…
Sicilia Giuda, Sicilia Cristo…
Battuta, sputata, inchiodata
palme e piedi a un muro dell’Ucciardone,
fra siepi di sudari in fila
e rose di sangue marcio
e spine di sole e odori,
sull’asfalto, di zolfo e cordite…
Isola leonessa, isola iena…
Cosa di carne d’oro settanta volte lebbrosa…
No, non verrà Guerrino a salvarla
con la spada di latta
a cavallo di Macchiabruna…
Nessun angelo trombettiere
nel mezzogiorno del Giudizio
suonerà per la vostra pasqua,
poveri paladini in borghese,
poveri cadaveri eroi,
di cui non oso pronunziare il nome…
Non vi vedremo mai più sorridere
col telefono in una mano
e una sigaretta nell’altra,
spettinati, baffuti, ciarlieri…
Nessuna mano solleverà
la pietra dei vostri sepolcri…
Nessuna schioderà
le bare dalle maniglie di bronzo…
Forse solo la tua, bambino.
Questi versi del 1992 dello scrittore e poeta siciliano Gesualdo Bufalino custodiscono la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nato il 19 gennaio 1940 a Palermo, ma anche di tutti coloro che hanno combattuto la mafia pagando con la vita. Una poesia di grande impatto emotivo che condivide l'amarezza di chi si fa portavoce delle menti e delle anime alla ricerca di una profonda rivoluzione culturale contro tutte le mafie, in seno a una profonda riflessione civile e morale che scava nelle radici più profonde della Sicilia.

Nessun commento:
Posta un commento