Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

martedì 18 agosto 2026

Luca Giordano [Italian Baroque Era Painter, ca.1634-1705]

 


Luca Giordano - Aracne e Minerva (1695)
Olio su tela - 211 x 195 cm - Palazzo dei Borboni, El Escorial, Madrid

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Nella terra di Lidia viveva Aracne, una fanciulla di umili origini dotata di un talento straordinario nella tessitura. I suoi arazzi erano così perfetti che persino le ninfe dei boschi accorrevano per ammirarli. Accecata dall'orgoglio, Aracne rifiutò di riconoscere il merito della dea Minerva, protettrice di quell'arte, e la sfidò pubblicamente a una gara. Minerva discese sulla Terra travestita da vecchia per offrirle una possibilità di pentimento. Consigliò alla ragazza di essere umile e di chiedere perdono alla divinità, ma Aracne la insultò, ribadendo con arroganza la sfida. A quel punto la dea si rivelò nella sua maestosa identità e la gara ebbe inizio. Minerva tesse una tela splendida che celebrava la grandezza degli dei e mostrava le terribili punizioni inflitte ai mortali ribelli. Aracne, al contrario, creò un arazzo prodigioso che denunciava gli inganni e le colpe degli dei dell'Olimpo, raffigurando le loro bizzarre metamorfosi per sedurre le donne mortali. Quando le opere furono completate, Minerva esaminò la tela della rivale. L'arazzo di Aracne era perfetto, privo del minimo difetto e persino superiore a quello divino. Furiosa per l'insulto e per l'abilità della ragazza, la dea distrusse l'opera e colpì Aracne sulla fronte con la spola del telaio. Umiliata e disperata, Aracne fuggì e tentò di impiccarsi. Minerva, mossa da una fredda pietà, le salvò la vita ma la condannò a una punizione eterna: la bagnò con il succo di un'erba magica, trasformandola in un ragno. Da quel giorno, appesa al suo filo, Aracne continua a tessere per sempre.










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