Questo dipinto fu realizzato in un momento drammatico e caotico per la storia dell'arte. Raffaello era appena morto lasciando incompiute enormi commissioni (tra cui le Stanze Vaticane). Giulio Romano si trovò improvvisamente a capo della bottega più importante del mondo a soli ventuno anni. Questo quadro rappresenta una sorta di "manifesto della sua indipendenza": l'artista usa l'impostazione affettuosa tipica di Raffaello, ma introduce appositamente la massiccia muscolatura del Bambino e i forti contrasti di luce per dimostrare a Roma di saper padroneggiare anche la titanica potenza di Michelangelo.

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