Jacob Matham (incisore) e Hendrick Goltzius (disegnatore)
(1592)
dalla serie "I sette peccati capitali"
- INVIDIA -
Iscrizione:
INVIDIA ATRA LUES, SUCCESSIBUS ASPERA FAUSTIS,
IPSA FIT IN SEIPSAM CRVDELIS ET ANXIA PESTIS
L'Invidia, nera piaga, resa aspra dai successi altrui,
diventa essa stessa contro se stessa una peste crudele e angosciosa.
Il messaggio complessivo della stampa sottolinea l'aspetto più drammatico del vizio,
ovvero la sua natura autodistruttiva: l'invidioso soffre per la felicità altrui,
finendo per logorare e punire se stesso.
Nell'incisione l'Invidia è rappresentata attraverso una specifica e densa combinazione di elementi
simbolici racchiusi nella composizione, focalizzati sul tema del veleno e dell'autodistruzione:
- La capigliatura "medusea": I capelli della donna non sono ciocche umane, ma un groviglio di serpenti vivi e guizzanti, simbolo di pensieri maligni e velenosi sempre in movimento.
- Il serpente tra le mani: La figura stringe con la mano sinistra un grande rettile che le avvolge il braccio, richiamo diretto alla natura subdola del vizio che stringe a sé la propria stessa malizia.
- L'atto di addentare il cuore rappresenta il supplizio autoinflitto: con la mano destra, la megera porta un cuore umano direttamente alla bocca per morderlo e lacerarlo con i denti. Questa è la trasposizione visiva letterale del "rodersi dal risentimento": l'invidia non colpisce solo la vittima, ma consuma prima di tutto gli organi vitali di chi la nutre.

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