Charles-François Jalabert - Galatea (1847)
Il mito di Galatea si divide in due storie completamente diverse a seconda della tradizione classica:
La ninfa marina innamorata e la statua d'avorio che prende vita.
Di seguito riporto la versione del mito della Nereide Galatea e il pastore Aci narrata dal poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi.
Galatea è una bellissima ninfa del mare (Nereide), figlia di Nereo e Doride. È follemente innamorata di un bellissimo pastore siciliano di nome Aci.
Il ciclope Polifemo, un gigante mostruoso con un solo occhio, è a sua volta innamorato di Galatea. Quest'ultima lo rifiuta costantemente, disgustata dalla sua rozzezza.
Un giorno, Polifemo scopre i due amanti mentre riposano insieme sulla spiaggia. Colto da una gelosia furiosa, il gigante scaglia un enorme masso dell'Etna contro il pastore, schiacciandolo e uccidendolo.
Distrutta dal dolore, Galatea trasforma il sangue dell'amato defunto in un fiume d'acqua dolce cristallina che scorre ai piedi dell'Etna. In questo modo, Aci diventa un dio fluviale, potendosi unire a lei per l'eternità nel mare.

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