Alexander Rothaug - Nessus (1930)
Il rapimento di Deianira da parte del centauro Nesso è uno degli episodi più drammatici della mitologia greca, celebre per aver innescato una catena di eventi che portò alla morte del semidio Ercole (Eracle).
Ercole e la sua sposa Deianira si trovarono a dover attraversare il fiume Eveno, in quel momento in forte piena. Il centauro Nesso, che offriva il suo servizio come traghettatore locale, propose all'eroe di trasportare la donna sulla propria groppa per metterla in salvo, mentre Ercole avrebbe affrontato la traversata a nuoto.
Ercole accettò fiducioso, ma una volta raggiunta l'altra sponda, Nesso tradì il patto e tentò di fuggire per violentare Deianira. Sentendo le grida d'aiuto della moglie, Ercole scoccò prontamente una delle sue frecce letali. Il dardo, intinto anni prima nel sangue velenoso dell'Idra di Lerna, trapassò il torace del centauro.
Mentre agonizzava, Nesso meditò una sottile vendetta. Consegnò a Deianira una veste bagnata con il proprio sangue ingannandola: le assicurò che quel fluido avrebbe agito come un infallibile filtro d'amore se Ercole avesse mai smesso di amarla.
Anni dopo, temendo di aver perso l'amore del marito a causa della prigioniera Iole, Deianira inviò la tunica con il sangue di Nesso a Ercole. Non appena l'eroe la indossò, il veleno dell'Idra rimasto nel sangue del centauro bruciò le sue carni provocandogli dolori atroci e spingendolo a darsi la morte su una pira funebre.
Sconvolta dal rimorso per l'errore commesso, anche Deianira si tolse la vita.
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