Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

venerdì 10 ottobre 2025

Sandro Botticelli: le "Storie di Giuditta" (1 di 2)


Sandro Botticelli - La scoperta del cadavere di Oloferne e Il ritorno di Giuditta (1470-72)
Tempera on panel - 31 x 24 cm - Galleria degli Uffizi, Firenze

.

La Scoperta del cadavere di Oloferne è un dipinto a tempera su tavola (31x25 cm) di Sandro Botticelli, databile al 1472 e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. È lo scomparto sinistro di un dittico con il Ritorno di Giuditta a Betulia.

Pur nelle piccole dimensioni le Storie di Giuditta sono un vero capolavoro per la complessità della composizione, l'attenzione alla resa dei dettagli minuti e l'azzeccata scelta della diversa ambientazione per ciascuna scena.

Nella tavoletta di Oloferne il tronco del condottiero giace nudo sul letto, con un'anatomia perfetta costruita con una linea di contorno tesa ed elastica derivata dalla lezione del Pollaiolo, avvolto da lenzuola e da cuscini gonfi che creano un segno robusto tipico dell'espressività "virile" di Botticelli. Pesante è anche il panneggio della tenda, che scopre al centro un piccolo paesaggio campestre, e che accentua il senso di cupa drammaticità senza però impedire alla luce di entrare all'interno, lasciandola rifrangere sulle corazze e sulle ricche bardature.

La modellazione delle figure è incisiva, e marcato è l'espressionismo della scena, con le figure che esprimono vari sentimenti, dallo sgomento al raccapriccio, dalla sorpresa allo smarrimento. Le linee di forza dirigono lo sguardo dello spettatore sia verso il corpo privo di testa, sia verso la figura del soldato vestito di armatura che si piega per sollevare il lenzuolo di Oloferne scoprendone il tronco. A destra stanno arrivando due personaggi a cavallo, con un volto non turbato, essendo ancora all'oscuro della macabra scoperta; ciò dimostra l'accortezza del pittore nel rappresentare diversi stati d'animo che movimentano la narrazione della storia.








Nessun commento: