Ayako Wakao come Otsuya in una scena del film
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In giapponese, irezumi significa letteralmente inserire inchiostro nero. È il tatuaggio per eccellenza del Sol Levante (artisticamente parlando, è caratterizzato da colori molto accesi e da ampi disegni), un segno distintivo spesso utilizzato dagli appartenenti alla Yakuza (la famigerata mafia nipponica). Nel 1966, un talentuoso regista del calibro di Yasuzô Masumura, dirige un dramma saldamente ancorato a questa tradizione: l’ispirazione arriva da un racconto di Junichirō Tanizaki (1886-1965), scrittore molto noto in patria (e non solo) per i suoi romanzi incentrati sul tema della bellezza femminile legata a ossessioni erotiche distruttive.
da: cinemaestremo




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