Brandon Geurts - Atrocity Exhibition (2017)
Watercolor and gouache on paper
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
🧡
5 commenti:
Agghiacciante.
Hai presente l'ultima cena di Tintoretto, quella con la lavandaia in primo piano? Ce l'ho come sfondo, e mi sembra di vedere una specie di linea verticale, al centro, che segnerebbe una parte destra e una sinistra. Cosa ne pensi?
Agghiacciante d'accordo. Per il resto vado a vedere e ti aggiorno.
Non conoscevo l'ultima cena di Tintoretto. E' una raffigurazione molto particolare e anomala rispetto alle altre. La donna non credo sia una lavandaia ma un addetta della cucina con qualche scopo non meglio chiarito. La linea verticale c'è e sembra dividere il sacro dal profano. Tornando al nostro, non divide molto perchè tutto è Atrocity Exhibition.
A me piace molto, nonostante le aureole ha cercato (mi pare) di togliere l'effetto altare (o santa messa eucaristica) per rendere umana la scena.
Aureole d'obbligo da contratto. La cosa che più colpisce è l'angolazione e l'aspetto informale.
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