La Scuola Grande di San Marco è un edificio rinascimentale, fondato dall'omonima Scuola, che si affaccia sul Campo Santi Giovanni e Paolo a Venezia. Nel XV secolo fu una delle più importanti confraternite religiose della città e attualmente costituisce l'ingresso principale dell'Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo.
Sulla sua facciata, ad un attento osservatore, non può sfuggire una strana figura incisa piuttosto maldestramente sul muro. L'immagine è quel che rimane di una strana storia vissuta da tale scalpellino Cesco. Con questo suo lavoro il Cesco ha voluto che non andasse perduto l'episodio, tanto strano quanto macabro, di cui lui stesso fu testimone.
Intorno agli inizi del 1500 viveva in zona una donna che aveva avuto un figlio da una relazione con un ebreo turco. Il figlio viveva col padre alla Giudecca ma andava spesso a trovare la madre che l'adorava, raccontandole le sue mille difficoltà ad essere accettato dalla società. Essendo infatti veneziano e levantino faticava ad essere accettato da entrambe le comunità e a trovare una sua identità. Il giovane era pertanto pervaso da grande violenza che spesso sfogava sulla madre ritenendola responsabile delle sue disgrazie, che tuttavia lo perdonava sempre. Una sera in un eccesso d’ira pugnalò a morte la mamma e le strappò il cuore. Preso dal panico, fuggi via, con il cuore sanguinante in mano verso il ponte davanti all’entrata dell’odierno Ospedale. Qui inciampò e cadde. La leggenda racconta che il cuore a quel punto cominciò a parlare e gli chiese “figlio mio... ti sei fatto male?”. Naturalmente la cosa scioccò talmente tanto il giovane che lo riprese in mano e corse verso la laguna dove si getto e morì affogato. Cesco che di notte dormiva sotto il portale della scuola vide tutta la scena. Impressionato, incise sulla pietra della facciata il giovane col cuore in mano. Nell’incisione come potete vedere si nota un uomo col turbante (ricordatevi che il ragazzo era mezzo turco) con in mano un cuore della madre.

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