Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

venerdì 1 novembre 2024

Claude Monet, Ca’ Dario e gli Who

 




Claude Monet - Ca’ Dario (1908)




Il retro di Ca’ Dario e campiello Barbaro una delle principali location del film "Chi l'ha vista morire"


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La bellezza architettonica di Ca' Dario contrasta con la sua fama di "palazzo maledetto", nomea rilanciata da un articolo del Gazzettino degli anni settanta del Novecento e poi dalla stampa nazionale, che volle attribuire una connessione tra la presunta maledizione dell'edificio e il tragico destino di molti dei suoi proprietari. Questa leggenda, seppur priva di riscontri storici completi, avrebbe origini lontano nel tempo, ovvero quando Marietta, la figlia di Giovanni Dario, morì trentaduenne e probabilmente suicida nel Canal Grande a seguito dell'espulsione dal Consiglio dei Dieci del marito Vincenzo Barbaro e dal conseguente tracollo economico, che culminò con la sua uccisione ordita in un probabile complotto, mentre il loro figlio secondogenito Giacomo morì in un analogo agguato a Candia, durante una spedizione militare nell'isola di Creta. Secondo la leggenda riportata in vita dal Gazzettino, queste tre presunte morti ravvicinate fecero scalpore fra i veneziani del tempo, che addirittura reinterpretarono l'iscrizione posta sulla facciata anagrammando la dicitura VRBIS GENIO IOANNES DARIVS e trasformandola in SVB RVINA INSIDIOSA GENERO (in latino: "Io genero sotto un'insidiosa rovina"). Pertanto la dicerìa comune sulla presunta maledizione dell'edificio prese a diffondersi fino a sospettare che abbia mietuto molte probabili vittime.

Arbit Abdoll, il commerciante armeno di pietre preziose che acquistò l'edificio dall'ultimo discendente della famiglia Barbaro, dichiarò bancarotta poco tempo dopo aver preso possesso della dimora e nel 1838 fu costretto a vendere Ca' Dario per 480 sterline all'inglese Rawdon Brown.

Rawdon Brown lo rivendette quattro anni più tardi, data la mancanza di denaro per completare la sua onerosa ristrutturazione.

Isabelle Gontran de la Baume-Pluvinel acquistò Ca' Dario nel 1896 e la elesse a sua dimora, la fece restaurare e vi si stabilì con la sua amica Augustine Bulteau, fino a quando una grave malattia la costrinse ad abbandonare per sempre Venezia.

Charles Briggs, il miliardario americano che nel primo dopoguerra acquistò Ca' Dario, la vendette dopo un breve periodo poiché costretto a fuggire da Venezia a causa delle accuse sulla propria omosessualità. Egli si rifugiò in Messico, dove si suicidò insieme al suo amante.

Mario Del Monaco nel 1964 fu seriamente interessato all'acquisto di Ca' Dario, tuttavia, poco prima della trattativa conclusiva, ebbe un grave incidente automobilistico con la sua Abarth 1000. Il celebre tenore ne uscì gravemente ferito e subì la frattura del femore e, dopo un ricovero di oltre quattro mesi, fu costretto anche a sospendere la propria attività artistica.
Filippo Giordano delle Lanze fu forse l'unica persona a morire assassinata all'interno di Ca' Dario, colpito alla testa da un pesante vaso d'argento scagliatogli con forza dal suo amante croato Raoul Blasich. L'omicidio fece assai scalpore e contribuì fortemente alla leggenda della presunta maledizione, inoltre pare che l'assassino, condannato in primo grado per l'omicidio, fuggì a Londra, dove fece perdere le proprie tracce ma, secondo la versione della stampa britannica, lì venne a sua volta assassinato.

Christopher "Kit" Lambert, manager del complesso rock The Who che acquistò l'edificio nel 1973, pur sostenendo di non credere alla presunta maledizione, confidò ad alcuni suoi amici di aver dormito svariate volte nel chiosco dei gondolieri dell'adiacente Hotel Gritti per «sfuggire ai fantasmi del palazzo che lo perseguitavano». In questo edificio la sua dipendenza dagli stupefacenti si aggravò a tal punto da minare, nel 1974, i suoi rapporti con la band,[20] da causare il suo arresto per detenzione di droga e da favorire il suo tracollo finanziario fino alla sua morte, avvenuta in Gran Bretagna per una caduta accidentale in casa propria.

Fabrizio Ferrari, il successivo proprietario, dopo poco tempo dall'acquisto di Ca' Dario fu coinvolto in un'inchiesta giudiziaria con l'accusa di aver picchiato una modella e in poco tempo subì un dissesto economico della propria azienda. Inoltre la sorella Nicoletta morì in un misterioso incidente stradale senza testimoni.

Raul Gardini, il celebre finanziere che alla fine degli anni ottanta acquistò il palazzo, subì una serie di inaspettati rovesci economici e infine il suo coinvolgimento nello scandalo mani pulite lo indusse probabilmente al suicidio a Milano nel 1993, seppur le circostanze della sua morte non siano mai state del tutto chiarite. Dopo la morte di Gardini la dicerìa della presunta maledizione tornò prepotentemente alla ribalta e nessun acquirente volle più comprare Ca' Dario, al punto che la prima società di intermediazione immobiliare che ricevette il mandato per la vendita si arrese e rimise l'incarico.

John Entwistle, celebre bassista britannico dei The Who, morì di infarto nel 2002, soltanto una settimana dopo aver affittato Ca' Dario per una breve vacanza a Venezia.




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