“Quando si verifica un’ingiustizia, la relativizzazione storicista, per cui si evocano le circostanze specifiche («Viveva in un’altra epoca, era normale essere razzisti o misogini, dunque non dobbiamo giudicarlo secondo i criteri di oggi»), è del tutto errata: dobbiamo fare proprio questo invece, misurare gli errori del passato secondo i criteri di oggi. Abbiamo il dovere di scandalizzarci per come le donne erano trattate nei secoli scorsi, per il fatto che i «civili» benpensanti possedevano schiavi ecc. La menzogna del relativismo storico risiede nel fatto che non è davvero storico: la posizione dell’enunciazione è puramente metastorica, ovvero ci si esonera dall’appartenenza a un’epoca specifica e si assume di occupare una collocazione neutra, dalla quale poter confrontare epoche diverse.”
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