Antonio Moro - María Tudor, reina de Inglaterra y esposa de Felipe II (1554)
Olio su tavola - 109 x 84 cm - Museo del Prado, Madrid
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Più famosa come Maria “La Sanguinaria” o “Bloody Mary”, la storia l’ha sempre annoverata tra i “Grandi vituperati”, rendendola protagonista di una leggenda nera che la eclissa di fronte alla sorellastra Elisabetta I, figlia dell’odiata cortegiana-amante del padre Anna Bolena e dalla gloria immortale.
Maria I Tudor viene solitamente ricordata per il tentativo di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra dopo la Riforma luterana. Le repressioni, per le quali si è cristallizzato l’appellativo di “Sanguinaria”, sotto i suoi cinque anni di regno (dal 1553 al 1558) sono incontestabili, nessuna fantasia. Le centinaia e centinaia di protestanti, impiccati alle porte di Londra, arsi vivi, sgozzati, sono stati vittime necessarie di un tempo in cui i nemici dell’autentico Dio erano i nemici della sovrana che in terra ne era la rappresentante. Politica e religione inestricabili in eterno, e inenarrabili produttori di sangue.

2 commenti:
La religione era un'ottima scusa per le guerre (civili e no). Una scusa si trova sempre.
era=è.
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