Chi se lo immaginava? È stato Cary Grant a influenzare le ricerche di Timothy Leary sulle droghe psichedeliche. E chi avrebbe detto che dietro la maschera di charme e ironia della star più elegante di Hollywood si nascondesse un uomo tormentato, da sempre alle prese con i suoi demoni personali? Ce lo rivela il documentario Becoming Cary Grant diretto da Mark Kidel. Il film narra l'esperienza di Grant con l'Lsd, iniziata alla fine degli anni 50, quando l'attore era all'apice della carriera. Sempre sdoppiato tra il suo vero nome, Archibald Leach, e il nome d'arte con cui era divenuto famoso, Cary non aveva mai superato un grave trauma infantile: la scomparsa della madre (l'aveva creduta morta; in realtà Elsie Leach era ricoverata in una clinica psichiatrica). Dopo aver tentato senza risultati lo yoga e l'ipnosi, la star intraprese un trattamento a base di Lsd, mediante sedute settimanali (circa un centinaio tra il 1958 e il 1961) con il dottor Mortimer Hartman dell'Istituto psichiatrico di Beverly Hills. All'epoca l'acido lisergico era considerato un coadiuvante per la terapia psicologica, efficace nella cura della schizofrenia, dell'alcolismo e delle sindromi post-traumatiche da stress. Grant fu entusiasta dei risultati e ne parlò liberamente e ampiamente dichiarando alla rivista Good Housekeeping: «Voglio raccontare questa cosa al mondo. Ha cambiato la mia vita. Tutti la devono fare».
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2 commenti:
Ma pensa te cosa mi sono persa. Ho perso mio padre a due anni, mi sono fatta 10 anni di orfanotrofio dalle suore (!) sono arrivata tranquilla a 75 anni senza LSD...e anche senza psichiatri.
Una vera Margaret Thatcher.
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