Hermann Hendrich - Siegfried und Fafner (1906)
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Figlio del re nano Hreiðmarr e fratello di Reginn e Ótr nella Saga dei Völsungar Fáfnir era un nano dotato di un potente braccio e uno spirito coraggioso, ed era il più forte e aggressivo dei tre figli di Hreiðmarr; faceva la guardia alla dimora di suo padre, costruita completamente in oro puro e adornata di gemme preziose.
La storia di Fáfnir viene raccontata da suo fratello Reginn al figlio adottivo Sigfrido: dopo che Loki uccise per sbaglio Ótr, Hreiðmarr ricevette l'anello di Andvari dal dio per rimediare alla perdita del figlio. Fáfnir, saputo dell'anello magico, Andvaranautr, uccise il padre per impossessarsene, senza dividere le ricchezze del padre col fratello Reginn che aveva partecipato all'omicidio.
Trasformatosi in serpe o drago (simbolo di avidità) nascose il proprio tesoro in una caverna nella foresta; venne poi ucciso da Sigfrido, munito della pregiata spada Gramr. Sigfrido si lavò dunque nel sangue di Fáfnir, che lo rese invulnerabile, tranne che per un punto della spalla dove si era posata una foglia, e dopo averne assaggiato il cuore imparò il linguaggio degli animali (secondo la mitologia norrena, infatti, i draghi conoscono tutti i linguaggi e si servono di essi per ingannare). Prima di morire Fáfnir ammonì Sigfrido che l'anello sarebbe stato la sua rovina, senza però venire ascoltato.
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3 commenti:
Wagner rimase in dubbio tutta la vita se lui (Wagner) era un immenso poeta o un inarrivabile musicista. Propendeva per entrambe le cose.
Non sapevo. Mai visto scritti di Wagner.
I biografi concordano. Voleva emulare e/o superare Goethe.
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