Mikhail Gorbaciov ha lasciato un'eredità di povertà, miseria e in generale il crollo di quella che all'epoca era la seconda nazione economicamente più potente del mondo.
Non ci mancherai!
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
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6 commenti:
ci manchera´eccome. E per quanto riguarda la seconda economia dove lo hai letto? Su Telegram?
Per la prima lettera si usa il maiuscolo e la tastiera è dotata di un a accentata... rullo di tamburi... à. Leggo solo "Novella 2000"e Famiglia Cristiana amica di quel pezzo di merda di Woijtija amico del tuo amico angioma.
https://youtu.be/fgm14D1jHUw
Mah, forse ha solo tentato di salvare il salvabile dopo la caduta del muro di Berlino. Sicuramente quelli che sono venuti dopo non sono certo stati migliori di lui. E non credo che il regime staliniano, prima di lui, fosse meraviglioso per la gente che là ci viveva.
Hai mai parlato con qualcuno di loro?
Sì. Quando avevo poco più di vent'anni ho conosciuto Ina e Boris Zueff, pittori già molto anziani e altre persone che erano fuggite dall'Unione Sovietica: non ne erano stati molto felici. Inoltre, mio fratello andò alcune volte in Russia, negli anni fra il 1965 e il 1970, per motivi di lavoro e ne riportò un'impressione piuttosto negativa: per la mancanza di libertà di cui soffriva la popolazione. Mi raccontò che aveva l'impressione che "metà della gente che vedeva per strada fosse incaricata di sorvegliare l'altra metà". Raccontò anche che come straniero poteva acquistare tutto ciò che desiderava, ma con i dollari, solo negli spacci destinati agli stranieri e nei quali la popolazione indigena non poteva entrare. Un giorno si presentò invece in un negozio in cui gli stranieri non potevano entrare, ma solo la gente locale. Voleva acquistare una bambola per me che non aveva trovato nello spaccio per stranieri. Gli fu possibile acquistarla solo perché una cittadina accettò di acquistarla lei con i rubli e non volle accettare i dollari di mio fratello, perché non avrebbe mai potuto usarli neppure cambiarli in una banca. Mio fratello ricambiò acquistando per lei, nell'altro spaccio, dei beni di prima necessità che non si trovavano nei negozi per i cittadini russi. Diceva che i negozi per la popolazione erano quasi sempre sguarniti, mentre quelli per gli stranieri erano provvisti di molte cose. Scusami, sono vecchia, credo più di te, forse non riesco a spiegarmi meglio. ma queste cose le ho sentite raccontare anche da altre persone che vivevano nelle nazioni controllate dall'Unione Sovietica. Personalmente credo che ogni dittatura, di qualsiasi colore politico, sia la negazione della libertà di ogni individuo e anche l'impossibilità per ogni individuo di cercare di migliorare se stesso e la propria condizione.
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