Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

domenica 19 giugno 2022

ORE 12:00 - MOMENTO ZEN

 



Siamo a "Coccia de morto" come dice Paola Cortellesi nel film "Come un gatto in tangenziale 2 - Ritorno a Coccia di Morto". Viale Coccia Di Morto è in realtà un rettilineo che costeggia l'Aeroporto L. Da Vinci dalla parte del mare da dove partono i voli internazionali. Ci sono due autovelox pronti a spillarti fior fiore di euro, quindi occhio! Adiacente c'è Focene una delle spiagge più vicino alla Capitale e all’aeroporto che la collega col mondo.










La cantina Piero Mancini realizza questo Vermentino di Gallura Superiore Cucaione partendo dagli acini di un vitigno tipico della Sardegna, il Vermentino. Le uve, accuratamente selezionate durante la fase della vendemmia per garantire solo il meglio del terroir d’origine, fermentano in acciaio a una temperatura controllata di 18 gradi. Si passa poi alla fase d’affinamento, svolto sempre in acciaio per alcuni mesi, al termine dei quali il vino è pronto per essere imbottigliato e commercializzato.

Il Vermentino di Gallura Superiore Cucaione targato Piero Mancini si svela nel calice con un colore giallo paglierino, attraversato da deboli riflessi che tendono al verdastro. Al naso si avvertono interessanti note di erbe aromatiche, che, sul finale, lasciano spazio a sfumature fruttate. All’assaggio è di corpo leggero, beverino, snello, contraddistinto da un sorso perfettamente equilibrato. Un’etichetta con cui la cantina vuole celebrare il terroir della Gallura, regalandoci un vino bianco che, sorso dopo sorso, ci trascina all’interno della vegetazione sarda.

Colore Giallo paglierino, con riflessi verdolini
Profumo Note di rosmarino e alloro, con un finale che vira su pesca gialla e alghe
Gusto Leggero e di pronta beva, con un sorso piacevole ed equilibrato

La cantina Piero Mancini è situata all’interno della Gallura, una delle aree più vocate dal punto di vista vitivinicolo dell’intera Sardegna. Si tratta di una realtà a conduzione famigliare, che prende vita dal sogno di Piero, dentista di successo che, nel corso della propria carriera lavorativa, ha sempre coltivato la più grande delle sue passioni, l’amore per il vino. Sin dagli anni ’60 Piero inizia a piantare le prime vigne, affascinato in particolar modo da ciò che il trittico clima-terreno-vigneto, se rispettato, è in grado di offrire nel bicchiere. Nel 1989 fonda ufficialmente la cantina, situata all’interno dell’affascinante golfo di Olbia, oggi diretta dalla moglie Marisa e dai figli Laura, Antonio e Alessandro. Tre fratelli uniti, che riescono a lavorare bene insieme, dividendosi i compiti di gestione con rigore e disciplina, avendo come unico obiettivo la crescita qualitativa.

Piero Mancini è una realtà che oggi si sviluppa su circa 120 ettari di terreno, suddivisi principalmente intorno a tre aree: Balaiana, Lu Scolombrino e Montelittu. Ci troviamo nel cuore della Gallura, all’interno di un terroir composto principalmente da granito, dove il clima è caratterizzato da un’aria purissima e da temperature miti. I vigneti si trovano a un’altezza ricompresa fra i 100 e i 500 metri sul livello del mare e al loro interno, tra i filari, possiamo trovare diverse varietà coltivate, dal Vermentino al Cannonau, dal Moscato al Merlot, giungendo sino a Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Chardonnay.  Le vigne sono tenute in maniera impeccabile, e l’ordine regna sovrano in ogni parcella, grazie a lavori svolti col massimo dell’accuratezza. Gli spazi dedicati alla vinificazione sono provvisti di impianti di ultima generazione, dotati delle più moderne tecnologie, che garantiscono rapidità durante tutte le operazioni.

Oggi la cantina Piero Mancini si presenta come una solida realtà, i cui prodotti ogni anno lasciano la Sardegna per giungere sulle tavole di mezzo mondo, dall’Ucraina al Canada, dagli Stati Uniti alla Svizzera. Una gamma di vini interessanti, dove la matrice comune a ogni singola etichetta è la qualità, ottenuta prestando attenzione a quell’insieme di fattori, clima-terreno-vigneto, che sin dagli albori ha caratterizzato la produzione della cantina. 




PACCHERI SALICORNIA E CERNIA


Che cos’è la salicornia?
La salicornia, detta anche asparago di mare, è una pianta erbacea spontanea commestibile, che cresce in riva al mare, sugli scogli o più in generale vicino a ristagni di acqua salata.

Prediletta già dai vichinghi come alimento durante le lunghe traversate marine, come fonte di idratazione e sali minerali come iodio, potassio e magnesio, è oggi utilizzata per lo più nelle cucine dei ristoranti gourmet.

La salicornia è diffusa in tutta l’Eurasia, in Italia e non è difficile identificarla sugli scogli del mare, sulle rive delle saline oppure nelle lagune come quella di Venezia. Nei mercati del pesce è molto comune trovarla, ma differentemente da quanti in molti pensano, non è un’alga, bensì una vera e propria pianta erbacea. In Italia il periodo per la raccolta va dalla primavera all’estate, quando le foglie sono verdi e tenere, mentre in autunno e inverno prendono una colorazione rossastra e hanno una consistenza più legnosa (e risultano tossiche).

Di base è una pianta grassa con foglie carnose e succulente, perfetta anche per essere mangiata cruda in insalata (ma solo se le foglie sono fresche e tenere). Il modo migliore per cucinarla è sbollentarla rapidamente in acqua non salata e condirla con un filo d’olio e una spruzzata di limone, così diventa un perfetto contorno. Ha un sapore fortemente salato e leggermente pungente, perfetta per bilanciare molti piatti a base di pesce. Può ricordare molto il gusto degli asparagi e degli spinaci. Per il suo apporto sapido alle pietanze è indicata in abbinamento o contorno a piatti di pesce, oppure in sostituzione al sale in frittate o impasti per pane e focacce.

La cosa più importante da tenere a mente quando si aggiunge la salicornia in una ricetta è di dosare al minimo o evitare del tutto il sale nel piatto.











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