Nemmeno dopo il nuovo record di contagi Mario Draghi ha pensato di rivolgersi agli italiani. Eppure il governo ha appena varato un nuovo decreto per fronteggiare il Covid e qualche chiarimento dal principale membro del governo sarebbe stato opportuno. Ma Draghi non si degna, non si abbassa, tira dritto.
Il suo mandato trova del resto legittimità politica non nel voto popolare o nella mediazione parlamentare, ma nella volontà di gruppi di potere situati a Bruxelles, Francoforte, Berlino e Washington. È a loro che risponde, al riparo dai riflettori.
E poco importa che la sua linea politica si stia rivelando inadeguata, miope, priva di strategia e di prospettiva a lungo termine. È come se l’impennata dei contagi non lo riguardasse, come se l’assenza di decisioni strutturali nella lotta al virus non dipendesse da lui. Governa senza essere responsabile di quello che accade.
Perché dovrebbe dunque parlare agli italiani? Dal canto loro i giornali – nonostante qualche scricchiolio delle ultime settimane – gli garantiscono una sempre rinnovata verginità politica.
Lui è l’uomo nuovo, l’esperto, il tecnico dei tecnici, il salvatore. Nessuno può chiedergli conto del milione di contagi degli ultimi dieci giorni.
Fa specie pensare che tra un mese questo signore siederà con molta probabilità sullo scranno più alto del Quirinale. Come può rappresentare gli italiani un uomo del genere? Come può farsi carico dell’unità del paese, della tutela della sua Costituzione?
da: kulturjam.it
2 commenti:
Insomma ti sta proprio antipatico.
Tu m'insegni che un cibo avariato non può che portare una tossinfezione alimentare.
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