Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

giovedì 19 agosto 2021

Miyuki Ishikawa



 


Miyuki Ishikawa o Oni-Sanba (l'ostetrica demone) è stata una serial killer giapponese.

Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale ha ucciso un numero compreso tra gli 85 e i 169 neonati. La stima generale che le autorità hanno espresso è di almeno 103 omicidi.

Miyuki Ishikawa laureata all'università di Tokyo lavorava come direttrice e ostetrica nell'ospedale/centro di maternità di Kotobuki.

Ishikawa col passare del tempo si accorse che i genitori dei neonati erano gente molto povera che non avrebbe potuto crescere al meglio i propri figli. Preoccupata di ciò si rivolse a enti di assistenza per chiedere loro se potessero in qualche modo aiutare quelle famiglie disagiate, ma tutti gli enti declinarono le sue domande; allora pensò di fare del bene a queste famiglie uccidendo loro il figlio, in modo che non avessero problemi di alcun tipo. Così iniziò a far morire i neonati dell'ospedale.

Tecnicamente Ishikawa non sarebbe da considerare una serial killer, in quanto faceva deperire i neonati di fame e di sete, senza ucciderli di persona, avvelenandoli o soffocandoli, ma viene comunque considerata come tale dalle forze dell'ordine. Tutti gli omicidi avvennero in un arco di tempo compreso tra la metà del 1944 e l'inizio del 1948. Per tutto questo tempo quasi nessuno sospettò di Miyuki, cosa che le facilitò molto le uccisioni.

Anche le forze dell'ordine del reparto di Shinjuku non presero seriamente la situazione. Ishikawa ebbe anche la complicità di un medico, Shiro Nakayama, e del suo assistente Masako Kishi, che la aiutarono più volte a falsificare i certificati di morte. 

Ishikawa, dopo diverse uccisioni tentò anche di ottenere dei pagamenti dagli omicidi, chiedendo ai genitori se, in cambio della morte del loro neonato gli potessero dare dai 4000 ai 5000 yen, una cifra che lei riteneva inferiore alla spesa effettiva di crescita di questi “fardelli inutili” (come lei li reputava).

Solo dopo molto tempo Miyuki Ishikawa fu sospettata per lo strano incremento del tasso di mortalità infantile nell'area. La polizia le attribuì 169 omicidi premeditati; gli agenti, facendo l'autopsia a decine di salme sequestrate dalle pompe funebri, rinvennero evidenti segni di deperimento fisico, quali totale assenza di cibo e latte nello stomaco, spesso accompagnate da una polmonite; le loro morti erano quindi evidentemente intenzionali. Gli inquirenti ne accertarono 85 ma, ritenendo la cifra troppo scarsa se paragonata agli omicidi di cui era fortemente sospettata la Ishikawa, ne fecero la media, alzandoli a 103 circa. Il caso fece subito molto scalpore.

Nel tribunale distrettuale di Tokyo Miyuki Ishikawa fu ritenuta colpevole degli omicidi. Miyuki difese le sue azioni dicendo che i veri colpevoli erano i genitori irresponsabili, e il pubblico fu anche parzialmente d'accordo con tale affermazione. A causa di un grave vuoto giuridico di allora Miyuki Ishikawa non venne condannata a morte, ma a 8 anni di carcere; dopo che nel 1952 fece appello contro la pena, gli anni di carcere furono ridotti a 4. Da allora di lei non si seppe più nulla.

Conseguenza di questa storia fu la sensibilizzazione del governo Giapponese circa la legalizzazione dell'aborto che fu infatti legalizzato il 24 giugno 1949 . Questa sensibilizzazione fu inoltre alimentata da un aumento delle nascite avvenuto nel 1948 e generalmente ritenuto “indesiderato”.




da: wikipedia

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