Thule raffigurata nella Carta marina di Olao Magno (del 1539). L'isola è chiamata "Tile".
Accanto all'isola sono raffigurati un "mostro visto nel 1537", una balena, e un'orca.
Thule (o anche, in italiano, Tule) è un'isola divenuta leggendaria, che compare citata per la prima volta nei diari di viaggio dell'esploratore greco Pitea (Pytheas), salpato dalla colonia greco-occidentale di Massalia (l'odierna Marsiglia) verso il 330 a.C. per un'esplorazione dell'Atlantico del Nord. Nei suoi resoconti (screditati da Strabone ma oggi considerati attendibili) si parla di Thule come di una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, a circa sei giorni di navigazione in direzione nord dall'attuale Gran Bretagna. Fu citata anche da Tacito nella sua opera De vita et moribus Iulii Agricolae in cui tratta dell'esplorazione e della conquista della Britannia.
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