Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

giovedì 15 novembre 2018

Patavium: Cappela degli Scrovegni - Giotto di Bondone [Italian Early Renaissance Painter, 1267-1337]



Giotto - Giudizio universale, dettaglio dell'inferno (ca. 1306)
Affresco - 1000 × 840 cm - Cappella degli Scrovegni, Padova


La Cappella degli Scrovegni, capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo, è considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato dal grande maestro toscano nella sua maturità. Colore e luce, poesia e pathos. L'uomo e Dio. Il senso della natura e della storia, il senso di umanità e di fede fusi assieme per narrare in un modo unico, irripetibile le storie della Madonna e di Cristo.

Giotto termina gli affreschi della Cappella entro i primi mesi del 1306.

Nelle fasce inferiori, divise dalla croce retta da due angeli, sono messi in scena il paradiso, a sinistra, e l'inferno a destra. Nell'inferno i dannati vengono tormentati dai diavoli e avvolti dalle fiamme che si sprigionano dalla mandorla di Cristo. Dalla mandorla sgorgano quattro fiumi infernali che trascinano nell'abisso gruppi di dannati spinti da plumbei demoni. Il primo fiume travolge gli usurai, caratterizzati dal bianco sacchetto di sporco denaro legato al collo (Reginaldo Scrovegni, usuraio e padre di Enrico, è posto da Dante Alighieri nel canto XVII dell'Inferno). Più in basso, impiccato e sventrato, sta Giuda Iscariota. A sinistra di Cristo Giudice, in basso, sta Lucifero con artigli bestiali e due bocche ed un serpente che gli esce dalle orecchie (modello è il Lucifero di Coppo di Marcovaldo nei mosaici del battistero di Firenze). Sta straziando alcune anime e siede sul trono del biblico Leviatan emblema del male di questo mondo.



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