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martedì 26 giugno 2018

Mariano Peyrou



da: "Il sale"
: :  Mariano Peyrou  : :


Hablo para poder imaginarme
que estoy vivo, camino la función
primordial del lenguaje, salgo
allá donde el anhelo y las 
ideas duran hasta que abro
la boca, poco menos que los efectos
ontológicos del eco. Los dedos
interrogan al buzón y los corresponsales
fallan. Hablo, salgo, 
pero mi actividad constitutiva es gastar la paciencia.
El destino puede empezar a cumplirse en cualquier
nombre, verbo hasta entonces ilusorio, perseverante,
único. Algo habrá que transvase y amortigüe la demanda:
desvalijar carteros, agotar las funciones
secundarias, imantar los discursos que resbalan
por ahí.

El material viscoso prende en cualquier
oquedad, la ausencia de lenguaje es capaz
de segregar lenguaje: una mirada
es un beso en potencia, un silencio
una orquesta que duerme, cualquier palo
es un cetro deseante de corona.

Se dilata la nada.
La realidad es lo alterable por
error, el derroche fecunda el
ojo ajeno y ya están germinando los retratos.

.

Parlo per potermi immaginare
che sono vivo, percorro la funzione
primordiale del linguaggio, esco 
là dove l’anelito e le 
idee durano fino a che apro 
la bocca, poco meno che gli effetti 
ontologici dell’eco. Le dita 
interrogano la buca delle lettere e i corrispondenti 
falliscono. Parlo, esco, 
ma la mia attività costitutiva è spendere la pazienza.
Il destino può iniziare a compiersi in qualunque
nome, verbo fino allora illusorio, perseverante, 
unico. Qualcosa ci sarà che si travasi e attenui la richiesta:
svaligiare postini, esaurire le funzioni 
secondarie, calamitare i discorsi che scivolano 
per lì.

Il materiale viscoso afferra qualunque 
vacuità, l’assenza di linguaggio è capace 
di segregare linguaggio: uno sguardo 
è un bacio in potenza, un silenzio 
un’orchestra che dorme, qualunque palo 
è un scettro bisognoso di corona.

Il nulla si dilata.
La realtà è l’alterabile per
errore, lo spreco feconda 
l’occhio estraneo e già i ritratti stanno germinando.


. . .




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