♠
clicca sull'immagine per la dimensione parallela

lunedì 24 luglio 2017

L'insurrezione del ghetto di Varsavia



Jürgen Stroop in qualità di SS- und Polizeiführer ("Comandante delle SS e della polizia") 
del distretto di Varsavia, diresse in maniera brutale e spietata le operazioni di repressione 
della rivolta scoppiata nel ghetto della città tra l'aprile ed il maggio 1943.

.

Il ghetto di Varsavia, istituito dalle forze di occupazione tedesche nel novembre 1940 rappresentava uno dei più grandi ghetti d'Europa. Nel corso degli anni le condizioni di vita degli ebrei qui rinchiusi peggiorarono progressivamente a causa del sovraffollamento, del brutale ritmo di lavoro imposto dai tedeschi e, a partire dal 1942, dalle massicce deportazioni verso il campo di sterminio di Treblinka. Tra il novembre 1940 e la fine del 1942 la popolazione del ghetto passò da circa 380.000 unità al 50-60.000. Gli ebrei rimasti capirono che non esisteva speranza di sopravvivenza (erano filtrate informazioni relative al destino di coloro che venivano trasferiti a Treblinka) e decisero di resistere, organizzando una rivolta armata. Il 19 aprile 1943 gli affamati e male armati ebrei affrontarono le truppe penetrate nel ghetto, accogliendole col fuoco di pistole, fucili e mitragliatrici e bersagliandole con il lancio di bottiglie molotov, riuscendo in ultimo a respingerle.

Vistosi respinto, Stroop decise di affrontare la situazione incendiando e facendo saltare in aria ogni edificio all'interno del ghetto, per costringere i rivoltosi a uscire allo scoperto. Egli diede immediata attuazione ai suoi propositi, iniziando meticolosamente a radere al suolo ogni costruzione e catturando/uccidendo coloro che, asfissiati dal fumo, uscivano dai palazzi in fiamme. Il destino dei prigionieri era l'immediata deportazione e lo sterminio effettuato presso il campo di Treblinka.


Foto della Rivolta del ghetto di Varsavia allegata da Stroop nel suo rapporto ad Heinrich Himmler nel maggio 1943. Didascalia della foto: "Scovati con forza dalle loro buche".


Il 16 maggio 1943 Stroop, dopo aver soffocato nel sangue la ribellione, fece saltare in aria la sinagoga grande di Varsavia per festeggiare la conclusione della vittoriosa operazione. Nel quotidiano rapporto telegrafico inviato al suo superiore SS-Obergruppenführer Friedrich Wilhelm Krüger, comandante delle SS e della polizia del Governatorato Generale, Stroop scrisse esultante:

« Sono stati eliminati 180 ebrei, banditi e subumani. 
Quello che era il quartiere ebraico di Varsavia non esiste più. 
La Grosse Aktion (termine utilizzato dai tedeschi per descrivere e operazioni nel ghetto) 
è terminata alle ore 20:15 facendo esplodere la sinagoga di Varsavia. 
Il numero totale di ebrei dei quali ci si è occupati assomma a 56.065, 
includendo coloro che sono stati catturati e coloro dei quali può essere dimostrato lo sterminio.»

Nei giorni successivi Stroop compilò per Himmler un lungo rapporto di 75 pagine dal titolo Il ghetto di Varsavia non esiste più relativo alle operazioni svolte e coadiuvato da un album fotografico contenente 49 immagini della distruzione del ghetto. Il rapporto e le foto vennero utilizzati nel corso del processo di Norimberga per dimostrare le atrocità commesse. L'album fotografico realizzato in 3 copie (per Himmler, Krüger e per lo stesso Stroop) da un fotografo tedesco al seguito delle truppe, e montato con una serie di didascalie esplicative per ogni immagine, contiene alcune delle fotografie più significative e conosciute dell'Olocausto.



da: wikipedia

Nessun commento:

Posta un commento