Le due versioni del San Matteo e l’angelo
di: Giuseppe Nifosì su artesvelata
.
Le vicende della Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi hanno da sempre costituito un nodo assai complesso nella ricostruzione dell’attività del Caravaggio. Sappiamo che, nel 1602, stipulando un nuovo contratto, Caravaggio si impegnò a dipingere per la cappella un terzo quadro, destinato stavolta all’altare. Il soggetto concordato era quello di San Matteo e l’angelo, in cui l’evangelista doveva mostrarsi intento a scrivere il proprio Vangelo. Esistevano, un tempo, due versioni di questo dipinto, entrambe di mano del Caravaggio. La prima, quella più antica, un tempo conservata a Berlino, è stata purtroppo distrutta durante la Seconda guerra mondiale: ne resta solo una foto in bianco e nero, dalla quale sono state ricavate alcune ricostruzioni.
Caravaggio - San Matteo e l’angelo (1599 o 1602)
Già a Berlino, Kaiser Friedrich Museum - distrutto -
Antero Kahila - San Matteo e l’angelo, da Caravaggio (2008)
Olio su tela - Collezione privata
Antero Kahila [Finnish, b. 1954]
Secondo una tradizione storiografica basata sulle fonti, Caravaggio rispettò i tempi ma i religiosi, vista l’opera ultimata, la rifiutarono. I giudizi della critica del tempo sono, effettivamente, sprezzanti: Giovanni Baglione asserisce che il quadro «non era a veruno piaciuto», Giovanni Pietro Bellori scrive che Matteo «non aveva decoro né aspetto di Santo stando a sedere con le gambe incavalcate e co’ piedi rozzamente esposti al popolo». L’apostolo, insomma, appariva come un vecchio impacciato e imbarazzato, vestito come il ricoverato di un ospizio e seduto con le gambe e i piedi nudi in primo piano. Il dipinto, dunque, sarebbe stato restituito all’artista, che sappiamo lo rivendette a Vincenzo Giustiniani. Caravaggio, a quanto pare, dovette ridipingere in fretta e furia il San Matteo.
Caravaggio - San Matteo e l'angelo (1602)
Olio su tela - 2,96 x 1,89 m - Chiesa di San Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli, Roma
Caravaggio - San Matteo e l’angelo (1602) - Particolare con l’angelo
Una nuova ipotesi
Alcune legittime osservazioni e nuove ricerche d’archivio hanno tuttavia spinto a ricostruire l’intera vicenda e a formulare una nuova ipotesi. I due quadri, secondo la tradizione, sarebbero stati dipinti a pochi mesi di distanza: eppure, lo stile dei due dipinti appare piuttosto differente e anche le misure del primo San Matteo sono sensibilmente inferiori a quelle del secondo.
Inoltre, il primo San Matteo rispetta le indicazioni del Cardinale Matteo Contarelli (il santo seduto su una sedia, con un libro, che scrive aiutato da un angelo) mentre la seconda versione è aderente al contratto del 1602 (l’angelo che detta, le figure mostrate per intero). Infine, la tanto vituperata immagine della prima versione era una citazione quasi testuale, seppure ribaltata e rielaborata, dell’affresco con Giove e Amore, realizzato da Giulio Romano, su disegno di Raffaello, in un pennacchio della Loggia di Psiche alla Farnesina: un modello di grande autorevolezza che non dovette dispiacere ai committenti.
Insomma, la vicenda del rifiuto, così com’è stata raccontata, convince sempre meno. Ecco quindi la nuova ipotesi. Alla data del 1599, nella Cappella Contarelli, l’altare non era stato ancora finito. Ne era stato allestito uno provvisorio, per celebrarvi la messa, con sopra, probabilmente, un quadro altrettanto provvisorio: forse, proprio il primo San Matteo di Caravaggio, la cui esecuzione, quindi, precedette, e non seguì, le due tele laterali. E che pertanto non venne rifiutato, come insinuò il Baglione, ma semplicemente sostituito, con la stipula di un nuovo contratto, dalla seconda versione, quella definitiva e con le giuste misure.




Nessun commento:
Posta un commento