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| Jason Engle |
L’agenzia Associated Press riferì, alcuni anni fa, del blocco imposto alla pena di morte nelle carceri americane per la difficoltà nel reperire sufficienti scorte di un ingrediente chiave delle iniezioni letali. Secondo la fonte, nove diversi stati USA dovettero rivedere il calendario delle esecuzioni per la penuria di Pentothal di Sodio, un forte barbiturico che mette in un profondo sonno i condannati mentre altri due composti fermano la respirazione e il cuore. L’unico produttore americano della sostanza, la Hospira Inc., di Lake Forest, Illinois, attribuì la mancata disponibilità a problemi di approvvigionamento delle materie prime e assicurò che stavano lavorando per ripristinare le consegne “appena possibile”.
visto che siamo in tema giro anche quest'altra notizia:
Il fatto quotidiano scrive il 30/04/2014: La prima condanna a morte della giornata è andata male. La seconda è stata rinviata. Succede in Oklahoma, il terzo Stato Usa con la percentuale più alta di pene capitali comminate ai condannati.
Clayton D. Lockett, un afro-americano di 38 anni in carcere per aver ucciso una ragazza seppellendola viva nel 1999, ha ricevuto l’iniezione letale nella prigione di McAlester.
Qualcosa non è andato secondo le procedure e l’uomo ha cominciato ad agitarsi, ha provato a liberarsi ed ha pronunciato anche alcune parole.
Il medico presente nella camera della morte ha sospeso l’esecuzione di Lockett, che è comunque morto per un infarto poco dopo, e ha rimandato l’uccisione di un altro condannato, che doveva svolgersi nella stessa serata. I testimoni presenti, tra cui l’avvocato di Lockett, parlano di una “scena raccapricciante, difficile da sopportare.

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