Anton Josef Trčka - Egon Schiele, 1914
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LETTERA A OSKAR REICHEL
Vienna, 20 giugno 1911
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LETTERA A OSKAR REICHEL
Vienna, 20 giugno 1911
Caro dott. O. R. Prima o poi nascerà una fede nei miei quadri, nei miei scritti, nei concetti che esprimo con parsimonia, ma nella forma più pregnante. I quadri che ho realizzato finora saranno forse solo dei preamboli - non lo so. - Ne sono così insoddisfatto, se li passo in rassegna. Hanno torto quanti pensano che dipingere sia meglio di niente. Dipingere è una capacità. Io penso all’accostamento dei colori più caldi, che sfumano, che si liquefanno, rifrangono, stanno in rilievo, carica terra di Siena grumosa con verdi o grigi, e accanto una stella di un azzurro freddo, bianca, biancoazzurra. Sono diventato esperto e ho fatto i calcoli rapidamente, ho osservato ogni cifra e ho cercato di desumere. Il pittore può anche guardare. Ma vedere è qualcosa di più. - Stabilire un contatto con un’immagine che ci riguarda, è molto. - La volontà di un artista? E. S.
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