La leggenda de "La Milagrosa" (La Miracolosa)
Questa è la tomba di Amelia Goiry de la Hoz morta per un ictus nel 1901, quando era in gravidanza all'ottavo mese. Purtroppo la stessa sorte toccò alla sua creatura, una bambina. La sfortunata ragazza, che faceva parte dell'alta aristocrazia Habanera, fu sepolta in un feretro di bronzo, insieme allla figlioletta, che fu collocata tra le sue gambe, secondo l'usanza spagnola in uso a quei tempi.
Da allora suo marito José Vicente visitava due volte al giorno la tomba, vestito completamente di nero, per "parlare" con Amelia. E parlava con lei a lungo, dopodiché abbandonava la tomba, con il cappello poggiato sul petto e senza darle le spalle, perchè: "Ad una dama non si da mai le spalle e tanto meno alla mia amata Amelia".
La leggenda della "La Milagrosa" nasce quando il suo sposo apre la tomba per seppellire suo padre, tredici anni dopo la morte della ragazza.
Secondo la leggenda, fu grande la sorpresa quando, una volta aperta la tomba, i presenti videro il corpo di Amelia perfettamente conservato e, sorpresa ancora più grande, con la piccola figlia tra le braccia della madre.
Il "miracolo" unito al fatto che il vedovo si recasse ogni giorno a visitare la tomba andndosene in quel modo singolare, rese la donna un simbolo dell'amore materno. Consacrata dall'immaginario comune protettrice di partorienti e neonati, è metà di pellegrinaggio di future mamme che chiedono la benedizione e poi si allontanano senza voltarle le spalle.
La statua in marmo di Carrara posta presso il sepolcro nel 1909 è opera José Villalta de Saavedra, un artista amico di José Vicente e simboleggia la maternità. L'artista utilizzò una foto della madre che immaginò con la sua bambina nel braccio sinistro e stringendo una croce con il braccio destro. Anche questo aggiunge un alone suggestivo alla leggenda.

Nessun commento:
Posta un commento