Non è poi così differente assaggiare un buon vino dall’ assaggiare un libro.
Si versa, si apre e si osserva: la carta, i caratteri, il colore; poi si odora, ognuno ha sempre un profumo particolare, c’è chi adora farlo, ne è ossessionato.
Così si assaggia, ma solo le prime righe, non di più!, e ci si ferma avvinando gli occhi. Poi si sorseggia, pagina dopo pagina: leggendo pian piano, chiudendo di tanto in tanto e pensando, o semplicemente per sciacquare la mente così da averla più pulita ed assaporare meglio.
: : Cartadazucchero - Degustazione di libri - Guida pratica all’enolettura. Je ne sais pas : :

2 commenti:
Capisco e concordo. Tuttavia per me il libro è irrinunciabile, poi viene lo stare con gli amici (anche mangiando e bevendo) poi il sigaro e la TV o cinema. Mi mancano i viaggetti con mia moglie (e figlio) ma ci si abitua.
A tutti manca qualcuno e non ci si abitua.
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