Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

domenica 1 febbraio 2015

Eritrofobia


ERITROFOBIA
(dal greco erithros, rosso)
nota anche come
EREUTOFOBIA 
(dal greco éruthros, rossore)

è la paura morbosa di arrossire


Manifestazioni e conseguenze dell’eritrofobia

L’eritrofobia si manifesta attraverso l’iperemia del volto. Il viso del soggetto assume in modo improvviso una colorazione rosso accesa causata dall’improvviso aumento della quantità di sangue nei capillari del viso (ciò che gli inglesi chiamano facial blushing).

L’eritrofobia è strettamente collegata all’eccessiva paura di commettere degli sbagli, di non centrare un obiettivo che ci si era prefissi, di non ritenersi all’altezza delle situazioni, di non sentirsi in grado di raggiungere la perfezione o, più semplicemente, di fare una brutta figura. I sintomi dell’eritrofobia si manifestano in particolar modo quando il soggetto si trova, o ritiene di trovarsi, al centro dell’attenzione di un gruppo o di un pubblico; in questi casi egli percepisce sempre di più il timore di arrossire e contemporaneamente avverte tachicardia, senso di costrizione a livello toracico e una forte sensazione di calore a livello del viso.

L’imbarazzo che il soggetto prova, unito alla convinzione di non apparire sicuro e disinvolto, può creare un disagio tale da impedirgli di affrontare la situazione con naturalezza; la persona tende quindi a concentrarsi nel tentativo di minimizzare il fenomeno; ciò innesca un processo di tale angoscia che il soggetto avverte l’impellente desiderio di “sparire” dal quel particolare contesto.

Le conseguenze dell’eritrofobia possono essere molteplici; il soggetto avverte, quando si trova di fronte agli altri, sensazioni di insicurezza, inadeguatezza, inferiorità e imbarazzo. Tutto ciò porta la persona a rifuggire quelle situazioni che ritiene potrebbero scatenare il disturbo, si astiene dal prendere posizione all’interno di una discussione anche quando ritiene valide le sue opinioni. Anche a livello professionale le scelte si fanno più limitate dal momento che si ricercheranno professioni che non richiedano un contatto con il pubblico o con numero elevato di colleghi o collaboratori; si eviteranno inoltre, dato il proprio senso di inadeguatezza, incarichi ritenuti troppo superiori alle proprie forze con inevitabili ricadute sul piano economico. Il soggetto avvertirà spesso un senso di frustrazione per il fatto di non essere in grado di esprimersi e realizzarsi al massimo delle proprie potenzialità sia intellettuali che professionali; tutto ciò porterà l’eritrofobico a un progressivo auto-isolamento, al desiderio di limitare il più possibile i rapporti sociali.

Nei casi di minor gravità il soggetto avvertirà comunque il rammarico per il grande impegno, a livello psichico, che deve profondere per affrontare al meglio quelle situazioni che egli percepisce come rischiose. Nei casi più gravi invece il soggetto rischia di entrare in una pericolosa spirale depressiva che può portarlo, nei casi invero più estremi, anche a pensieri suicidi.

Il trattamento dell’eritrofobia (qui)



da: albanesi

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