Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

sabato 9 marzo 2024

Sofonisba Anguissola [Italian Mannerist Painter, 1532-1625]




Sofonisba Anguissola - Ritratto delle sorelle dell'artista che giocano a scacchi (ca. 1555)
Olio su tela - 72 x 97 cm - Muzeum Narodowe w Poznaniu, Poznań, Poland













«SOPHONISBA ANGUSSOLA VIRGO AMILCARIS FILIA EX VERA EFFIGIE TRES SUAS SORORES ET ANCILAM PINXIT MDLV»

«Sofonisba Angussola vergine figlia di Amilcare dipinse dal vero tre sue sorelle e una servente, 1555»




Lucia e Minerva Anguissola giocano a scacchi (ricostruzione della scacchiera)


Gli scacchi nel periodo di Sofonisba Anguissola


Il poemetto giovanile del poeta cremonese e vescovo di Alba Marco Gerolamo Vida, intitolato Scacchia Ludus, era stato da poco ripubblicato (nel 1550). Si conosce una tela di Giulio Campi, in cui si vedono giocatori di scacchi. Questo gioco faceva parte della formazione umana ed era considerato un esercizio intellettuale eccellente per una donna; al contrario le erano vietati i giochi con le carte e con i dadi, perché fondati sulla fortuna e non sull'ingegno.

Secondo una tradizione antica, gli scacchi avrebbero adombrato una battaglia delle Amazzoni. Le regine hanno la possibilità di risorgere anche da un pedone (1). Marco Girolamo Vigo in Scacchia ludus chiama la regina a volte virgo e a volte amazon e dice che si può muovere in ogni direzione. Nella parte finale Vida parla di un combattimento tra due regine e fa morire e poi risorgere la regina bianca. Alla fine la regina nera dà scacco alla bianca. Il combattimento dipinto dalla Anguissola allude alla ricerca della conquista di un primato femminile. La scacchiera diventa quindi un pretesto allusivo e vere regine sono dunque le due sorelle Anguissola, che spendono la loro vita virtuosamente, impegnandosi in un esercizio educativo.


(1) Marco Aurelio Severino, La filosofia overo Il perché degli scacchi per cui chiaramente si mostra prima l'artificio della fabrica universale, poscia la ragion particolare della ordinanza, & degli andamenti tutti degli scacchi: trattato non tanto per lo gradevole scherzo, quanto per la riposta contezza delle cose, Napoli, a spese d'Antonio Bulifon, 1690, pp. 30 e 63


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