Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

giovedì 21 novembre 2013

Giuseppe Ungaretti


Giuseppe Ungaretti - I Fiumi; da L'Allegria - da Il Porto Sepolto

Mi tengo a quest’albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il paesaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso

in un’urna d’acqua
e come una reliquia
ho riposato

L’Isonzo scorrendo

mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su

le mie quattr’ossa
e me ne sono andato
come un acrobata
sull’acqua

Mi sono accoccolato

vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato a ricevere
il sole

Questo è l’Isonzo

e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell’universo

Il mio supplizio è quando

non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte

mani
che m’intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato

le epoche
della mia vita

Questi sono

i miei fiumi

Questo è il Serchio

al quale hanno attinto
duemil’anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre

Questo è il Nilo

che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d’inconsapevolezza
nelle estese pianure

Questa è la Senna

e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi

contati nell’Isonzo

Questa è la mia nostalgia

che in ognuno
mi traspare
ora ch’è notte
che la mia vita mi pare
una corolla
di tenebre

Cotici, 16 agosto 1916



immagine: foto di José Eduardo Silva - Manambolo colors (at Manambolo river, Madagascar)


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