Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

giovedì 17 ottobre 2013

Vivian Lamarque


Vivian Lamarque - Questa quieta polvere

Che fa il mio bimbo?
Che fa il mio capriolo?
Verrà tre volte ancora
E poi non verrà più

Disse al figurinaio: fammi una statua di cera
che si muova come un uomo vero

i morti se li tocchi sono freddi
invece i vivi sono tutta un’altra cosa

l’amore mio quando lo toccavo
ero felice

In un certo reame in un certo stato
vivevano un tempo un re e una regina

ieri ho avuto una visione
l’amore mio era in giardino
metà era vecchio
metà era bambino

l’ultima volta mi aveva detto
se mi ammalo tu mi curi?
e io avevo detto sì
sai smacchiare le giacche?
e io avevo detto un po’

In un certo reame in un certo stato
vivevano un tempo un re e una regina

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

non si può sempre restare
un po’ starò
e un po’ andrò

io lo so dove andare
conosco certi luoghi
dove l’amore mio col suo profilo va

le acque di una stessa rapida vanno fra mille ostacoli
poi si riuniscono, anche se non subito

dimmi: ma tu e l’amore tuo siete di una stessa rapida?
sì se no non saremmo una volta confluiti

e quando sarebbe non subito?

fra mille e ottomila generazioni finchè questo ciottolo
diventi masso

certe volte io credo di assomigliare a qualcuno
certe volte io credo di non assomigliare a nessuno
io assomiglio a me stessa
innamorata dell’amore mio

Che fa il mio bimbo?
Che fa il mio capriolo?
Verrà tre volte ancora
E poi non verrà più

con questa luce forte
si vede a prima vista che l’amore mio non c’è
l’amore mio manca

l’amore mio manca così tanto
che non vedo l’ora che sia buio
buio nero per non vederci più

al buio certe volte
l’amore mio col suo profilo appare

non mi dice parole
né si lascia toccare
comunque al buio certe volte
l’amore mio col suo profilo appare

II
io mi ricordo la prima volta che lo vidi
erano le ore 16 del giorno sabato di giugno
lui arrivava da un corridoio lungo

dove si ritira l’Amore
avanza la Morte Giardiniera

io non voglio la Morte Giardiniera
io voglio un giardino
con dentro l’amore mio a zappare

se un giorno l’amore mio ritornerà
io sarò felice

come le piantine di riso che in autunno
si reclinano tutte d’un verso
a voi a voi vorrei piegarmi

adesso basta non esserci
adesso voglio che l’amore mio ci sia
voglio che l’amore mio sia lì
anzi qui
che io possa allungando una mano
toccarlo

Disse al figurinaio: fammi una statua di cera
che si muova come un uomo vero

i morti se li tocchi sono freddi
invece i vivi sono tutta un’altra cosa

l’amore mio quando lo toccavo
ero felice

Questa Quieta Polvere
fu Signori e Signore

io non voglio essere quieta
io non voglio essere polvere

nelle vite quando mettono la data di nascita
io vado subito a vedere la data di morte
poi faccio la sottrazione
e metto il risultato

io non sono morta io sono nata,
il 19 aprile 1946

sono viva credo
i rami sulla mia mano
sono pieni di convolvolo

III
Un due un due un soldato avanza marciando per la strada
maestra. Aveva lo zaino sulla schiena e una sciabola al fianco
perché era stato in guerra e ora tornava a casa

se l’amore mio a me manca
perché anch’io non mancare all’amore mio?

se all’amore tuo mancassi
l’amore tuo si farebbe vivo

l’amore mio non si fa vivo
trovandosi in un tunnel
ma quando il tunnel finirà
ecco l’amore mio che bello come un treno appare

ma quanto è lungo questo tunnel?

questo tunnel è lungo come quello
di gran lunga più lungo di tutti
in una serie di lunghi tunnel
lungo come quello che la gente in treno dice
questo è quello lungo

tornò a casa comperò la bara vi si stese dentro e subito morì

io alla memoria chiedo
di dimenticare l’amore mio
e di ricordare le altre cose

invece io mi ricordo l’amore mio
e mi dimentico le altre cose

la morte è stata nella casa di fronte

quando muoiono gli altri
non è come morire noi in persona

io li ho visti i morti
è impossibile guardarli tanto
per questo li mettono sotto terra

il mondo sa di polvere
quando ci fermiamo a morire

quando muoriamo noi
non è come quando muoiono gli altri

si vede l’ultimo oggetto della nostra vita
poi si viene messi sotto terra
e nient’altro, nemmeno un movimento impercettibile

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

(l’anno era diviso in giorni
i giorni erano 365
sembravano tanti)

io al mattino voglio svegliarmi e alzarmi
non starmene lì sotto terra

sono viva credo
i rami sulla mia mano
sono pieni di convolvolo

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

IV
Ci fermammo a una Casa
che sembrava un Rigonfio della Terra
il Tetto si vedeva appena
il Cornicione era sotto terra

la notte della tosse quasi al mattino
l’amore mio mi venne vicino piano piano
(veramente ero già lì)
io capii al volo

io mi ricordo
che ero completamente felice

tagliategli la testa! ordinò la regina

arrivava da un corridoio lungo
lui era il più bello di tutti
tagliategli la testa! ordinò la regina

non si può sempre restare
un po’ starò e un po’ andrò

(cento anni dal desiderio erano passati)

io lo so dove andare
conosco certi luoghi
dove l’amore mio col suo profilo va

supponiamo che mi aspetti, ansioso di non trovarmi
dall’altra parte del mondo

non si può sempre restare
un po’ starò e un po’ andrò

conosco certi luoghi
dove l’amore mio col suo profilo va

certe volte io penso
va bene ci sono tante altre cose al mondo
però non c’è l’amore mio

e certe volte io penso
va bene non c’è l’amore mio
però ci sono tante altre cose al mondo

per esempio ci sono le visioni
con le visioni si può vedere tutto

si può vedere la visione del profilo delle montagne
con lo sfondo del profilo dell’amore mio

oppure la visione di un fiume impetuoso
con dentro l’amore mio che guarda

oppure la visione del lago Brais
tutto circondato dall’amore mio

oppure la visione della Valle di Neve
cosiddetta perché la sua terra
è del color della neve

V
la notte della tosse quasi al mattino
l’amore mio mi venne vicino piano piano
(veramente ero già lì)
io capii al volo

attento se hanno gli occhi aperti i draghi dormono
se li hanno chiusi sono svegli

ieri ho avuto una visione
l’amore mio era in giardino
metà era vecchio metà era bambino

tra la forma della vita e la vita
grande è la differenza

l’amore mio non venendo
mi sta mangiando un mostro

tagliategli la testa! ordinò la regina

adesso sotto la mia pelle
si vedono le mie ossa
prima non le avevo viste mai
le mie ossa sono molto belle

cominciò a passeggiare per gli stradini, a giocare con i
bambini, prendeva uno per la manina gliela staccava,
prendeva un altro per la gambina gliela spezzava

forse l’amore mio si è un po’ disamorato di me
però potrebbe rinnamorarsi di nuovo

il piccolo Claus prese la vecchia morta e se la mine nel
proprio letto ancora caldo per vedere se risuscitava

io mi ricordo la prima volta che lo vidi
erano le ore 16 del giorno sabato di giugno
lui arrivava da un corridoio lungo

le teste sono state tagliate?
lo sono state Vostra Maestà

VI
Poiché non potevo fermarmi per la Morte
lei gentilmente di fermò per me

quando muoriamo noi
non è come quando muoiono gli altri
si vede l’ultimo oggetto della nostra vita
e nient’altro

Questa Quieta Polvere
fu Signori e Signore

io non sono morta io sono nata,
il 19 aprile 1946

sono viva credo
i rami sulla mia mano
sono pieni di convolvolo

io non vorrei essere così affezionata
un poco meno

Hai il coraggio di seguirmi – chiese – sono la Morte

la prima volta egli mi chiese
posso togliermi la giacca?
io gli dissi naturalmente

prendeva uno per la manina gliela staccava, prendeva un altro
per la gambina gliela spezzava

che l’amore mio essendo bellissimo
l’abbiano rapito gli Dèi invidiosi?

attento se hanno gli occhi aperti i draghi dormono
se li hanno chiusi sono svegli

se un giorno l’amore mio ritornerà
io sarò felice

oh i sagrati – disse il vento -
è quasi sempre da lì che rapisco i miei prediletti

io li ho visti morti
è impossibile guardarli tanto
per questo li mettono sotto terra

io non voglio essere messa sotto terra
là manca l’aria anche se si è morti

oh i sagrati – disse il vento -
è quasi sempre da lì che rapisco i miei prediletti

quando muoriamo noi
non è come quando muoiono gli altri

si vede l’ultimo oggetto della nostra vita
poi si viene messi sotto terra
e nient’altro, nemmeno un movimento impercettibile

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

poiché non potevo fermarmi per la morte
lei gentilmente di fermò per me

anche da morta mi ricorderò i ricordi
mi ricorderò sempre di quando ero viva

l’amore mio quando lo toccavo
ero felice

VII
La tristissima storia degli zolfanelli:

suvvia finiscila con questo gioco
che c’è pericolo di prender fuoco

ieri ho avuto una visione
l’amore mio era in giardino
metà era vecchio metà era bambino

io gli dicevo mangia
lui mi diceva prima tu

dopo un giorno Gasparino
s’era fatto magrolino
Gasparino il dì seguente
diventato è trasparente

perché piuttosto non essere vivi e felici?
io certe volte l’ho provato

dimmi: adesso dov’è l’amore tuo?

adesso l’amore mio
è nel suo bosco nella Valle di Neve
cosiddetta perché la sua terra
è del color della neve

e cosa fa l’amore tuo?

l’amore mio non fa che pensare a me
è disperato
perché l’amore mio
senza vedermi
non può stare

e allora perché l’amore tuo non torna a te?

l’amore mio non torna a me
trovandosi in un tunnel

fa la ninna fa la nanna
tesoruccio della mamma
della mamma e del papà
che stasera tornerà
tornerà per lo stradello
del vicino campicello

l’amore-mio-marito sì era speciale
il mio cognome è suo

VIII
passarono da lì tre streghe: una gobba, l’altra guercia,
la terza con una lisca in gola

telefonò una voce che aveva sbagliato numero
io capii al volo e anch’io sbagliai numero

eravamo le innamorate dell’amore mio
che volevamo sentire le nostre voci

tagliategli la testa! ordinò la regina

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

se l’amore mio tornasse
farei l’Allegra
La Guarita

oh i sagrati – disse il vento -
è quasi sempre da lì che rapisco i miei prediletti

(il 2 novembre era il giorno dei morti e i morti erano gli altri)

non si può sempre restare
un po’ starò
e un po’ andrò
io lo so dove andare
conosco certi luoghi
dove l’amore mio col suo profilo va

supponiamo che mi aspetti, ansioso di non trovarmi,
dall’altra parte del mondo

camminerò e camminerò
non si può sempre restare

un po’ starò
e un po’ andrò

Hai il coraggio di seguirmi? – chiese – sono La Morte

camminerò e camminerò
impossibile che mi stanchi

conosco certi luoghi
dove l’amore mio col suo profilo va

Ma dove vuoi andare? Voglio tornare da mamma e papà là sul
ponte. Non ci sono più sul ponte. E dove sono? In una buca. In
una buca? Sì.

quando sto per vedere un fiume
io chiudo gli occhi in fretta
sperando di non vederlo

ma purtroppo non faccio in tempo a non vederlo
e lo vedo

quando il pensiero viene meno, il peso del corpo resta il medesimo

(ci perseguitarono tanto ci misero al rogo)

certe volte io penso
va bene ci sono tante altre cose al mondo
però non c’è l’amore mio

(sul monte Albegian i nostri bambini furono uccisi dal freddo)

e certe volte io penso
va bene non c’è l’amore mio
però ci sono tante altre cose al mondo

(cari tre fratelli una qui e uno lì e uno lì)

per esempio ci sono le visioni
con le visioni si può vedere tutto
si può vedere la visione del profilo delle montagne
con lo sfondo del profilo dell’amore mio

oppure la visione di un fiume impetuoso
con dentro l’amore mio che guarda

oppure la visione del lago di Brais
tutto circondato dall’amore mio

oppure la visione della Valle di Neve
cosiddetta perché la sua terra
è del color della neve

IX
questa notte io ho sognato
che l’amore mio era tornato
io facevo carezze alla sua mano
ma la sua mano non faceva carezze a me:
l’amore mio aveva una mano di marmo

storture non si raddrizzano
privazioni restano prive

in casa si vede subito
che l’amore mio non c’è
ma fuori c’è tanto spazio
dove l’amore mio potrebbe essere
allora io con gli occhi
dappertutto lo cerco

tagliategli la testa! ordinò la regina

perché dall’amore mio
non essere certe volte pedinata?

io mi guardo alle spalle
ma non lo sono

le teste sono state tagliate?
lo sono state Vostra Maestà

ieri ho avuto una visione
l’amore mio era in giardino
metà era vecchio metà era bambino

dimmi: cosa ti ha detto l’amore tuo?

l’amore mio mi ha detto
mi fermerò presto

dove si fermerà presto l’amore tuo?

l’amore mio si fermerà presto da me
nella mia casa

quanto tempo si fermerà l’amore tuo?

l’amore mio si fermerà per sempre
e anche di più

e adesso dov’è l’amore tuo?

l’amore mio è nella Valle di Neve
cosiddetta perché la sua terra
è del color della neve

Che fa il mio bimbo?
Che fa il mio capriolo?
Verrà tre volte ancora
E poi non verrà più


immagine: foto di Cari Ann Wayman su Flickr

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