Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

martedì 25 giugno 2013

Richard Matheson


Explicit di "Io sono leggenda" di Richard Matheson

In un baleno, quella consapevolezza si fuse con ciò leggeva sui loro volti – stupore, paura, orrore e ribrezzo – e seppe di terrorizzarli. Ai loro occhi lui era un flagello spaventoso, sconosciuto, persino peggiore della malattia con cui avevano imparato a convivere. Era uno spettro invisibile che per provare la propria esistenza si era lasciato dietro i corpi esangui dei loro cari. Capì quel che provavano e non li odiò. La mano destra strinse la bustina di pillole. Purché la fine non fosse violenta, purché non si trasformasse in un massacro sotto i loro occhi...Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell'idea lo colpì come un fulmine, divertendolo perfino nel dolore.
Un risolino strozzato gli riempì la gola. Si girò e si appoggiò alla parete mentre ingoiava le pillole. «Il cerchio è completo», pensò mentre il letargo definitivo gli strisciava nelle membra. «Il cerchio è completo. Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell'infinito.
Io sono leggenda».

Domenica scorsa è morto a 87 anni Richard Matheson, scrittore e sceneggiatore di fantascienza, horror e fantasy. Matheson ha influenzato generazioni di autori di primo piano, tra cui Stephen King, che gli dedicò nel 2007 il suo romanzo Cell, e Steven Spielberg, il cui film d'esordio fu proprio l'adattamento cinematografico del suo racconto Duel.
R.I.P. Richard.


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